Smi-Ati esprimono preoccupazione a Bruxelles su tempistiche clausole di salvaguardia

Paolo Zegna (presidente di Smi) e Tito Burgi (al vertice di Ati) hanno incontrato ieri a Bruxelles, insieme al presidente e al vicepresidente di Euratex, il Commissario Ue al Commercio, Peter Mandelson, manifestando preoccupazione per la situazione delle aziende italiane e per i dati già rilevati riguardanti le importazioni di prodotti tessili dalla Cina.
Sulle linee di intervento stabilite a livello europeo, i presidenti di Smi e Ati hanno osservato: “Siamo convinti che ci si debba muovere sulla base di dati certi, ma temiamo seriamente che quando questi saranno disponibili, completi ed ufficiali, saranno così importanti per certe categorie di prodotti da richiedere l’immediata adozione delle ‘clausole di emergenza’”.
In sostanza, i rappresentanti italiani delle associazioni di categoria ritengono che per alcuni articoli la tempistica delle procedure stabilite in sede comunitaria sia troppo lunga per essere davvero efficace. I provvedimenti potrebbero arrivare troppo tardi.
Nel corso dell’incontro, il Commissario Mandelson si è dichiarato favorevole all’etichettatura di origine obbligatoria sui prodotti in commercio nell’Unione, come peraltro avviene in tutto il mondo, e si è impegnato a sottoporre il problema a livello dei governi nazionali.
e.a.
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