Smi: "Gli incentivi alla rottamazione dell’auto potrebbero danneggiare la moda"

Al ventilato rinnovo degli incentivi per il mercato dell'auto, il Comitato di Presidenza di Sistema Moda Italia risponde denunciando il pericolo di stimolare in modo selettivo la domanda.
“Smi – si legge in una nota del Comitato - non intende sminuire il ruolo di un settore di punta per l’economia del Paese, come quello automobilistico. Ciò a patto che il rilievo dato a tale comparto non si trasformi in disattenzione o addirittura in uno spiazzamento del lavoro di altri”.
“La possibile chiusura di uno stabilimento con migliaia di addetti è mediaticamente forte e giustifica l’attenzione dei ministri competenti - prosegue il comunicato -. Tuttavia, la perdita di circa 26mila addetti nel 2009, nel tessile-abbigliamento-moda, come ci dicono le previsioni meno negative, è socialmente più dirompente e meritevole di altrettanta attenzione”.
Smi tiene anche a sottolineare che “se si stimola in modo selettivo la domanda per alcuni beni durevoli, è lecito temere una riduzione della capacità di spesa per altri prodotti di più largo consumo”. Qualcuno, insomma "rischia di restare col conto da pagare".
Non solo: Smi osserva come il “produrre artificialmente andamenti asimmetrici tra settori, in un sistema interdipendente, potrebbe portare al paradosso per cui, da una parte, si riduce il prezzo di un bene grazie all’incentivo pubblico, mentre dall’altra decresce ben più drasticamente la capacità di spesa dei consumatori, il cui reddito dipende proprio dai comparti non agevolati”. “Quindi - concludono i vertici di Smi - o si aiuta tutti, o nessuno”.
Oltre alla questione del “chi aiutare”, la Federazione del tessile e moda solleva anche quella del “come farlo”. E indica la soluzione nell'agire in modo trasversale su fattori che assicurino la competitività delle produzioni con interventi quali la riduzione della fiscalità sul lavoro e del costo dell’energia.
c.mo.
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