Smi e i sindacati siglano documento congiunto di politica industriale

Firmato da Smi e dai sindacati Femca-Cisl, Filtea-Cgil e Uilta-Uil un documento congiunto da sottoporre al Governo italiano e all'Ue, affinché vengano adottate con urgenza misure di stimolo selettivo ai consumi e di sostegno alla capacità produttiva delle imprese del comparto, nonché provvedimenti di potenziamento, anche temporaneo, degli ammortizzatori sociali e della formazione professionale.
La sigla del documento, venerdì in serata, riconferma una tradizione di relazioni sindacali di confronto e di attenzione all'interesse più generale del settore e ribadisce che le parti “sanno farsi carico, ancora una volta, della responsabilità di indicare soluzioni unitarie e condivise a sostegno della propria industria e dell'intera economia”, come ha commentato il vicepresidente vicario di Sistema Moda Italia, Michele Tronconi.
Tra le misure pensate per alimentare i consumi ricordiamo il recupero dell'abbigliamento usato per facilitare l'acquisto di capi nuovi (la cosìdetta “rigenerazione della moda”) e agevolazioni fiscali per prodotti che attestino il rispetto di norme eco-tossicologiche europee e degli standard sociali, soprattutto in materia di salute e sicurezza del lavoro (vedi fashionmagazine.it del 21 ottobre). Agevolazioni creditizie per le Pmi, valorizzazione del lavoro femminile (oltre il 65% dell'occupazione, nella moda) e rifinanziamento del programma di ricerca industriale “Le nuove tecnologie per il made in Italy”, nell'ambito di Industria 2015, sono invece tra le richieste per sostenere la capacità produttive delle imprese. In sede europea, in particolare, i firmatari indicheranno come obiettivo prioritario “la difesa e la valorizzazione della qualità delle produzioni italiane e la tutela della trasparenza del commercio internazionale, con regole eque e di reciprocità a vantaggio dei consumatori, come la marcatura d'origine e la conseguente tracciabilità dei prodotti”.
Come spiegano da Smi, nei prossimi giorni il documento sarà sottoposto alle rappresentanze imprenditoriali e sindacali dell'industria moda-persona, per poi passare al vaglio delle autorità.
e.f.
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