Smi: un incontro per fare chiarezza sul "made in" con il ministro Urso

In calendario il prossimo 6 ottobre un incontro a Busto Arsizio sul tema: "Made in: fare chiarezza sulla trasparenza". L'appuntamento - che vede, tra gli altri, la partecipazione di Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero - è organizzato da Smi e Unione Industriali della provincia di Varese, un area con un'alta concentrazione di industrie del tessile abbigliamento.
“Il tema della tutela del 'Made in' - afferma Michele Graglia, presidente dell'Unione Industriali varesina - da sempre all'attenzione della nostra e delle altre associazioni di Confindustria, è stato oggetto di un vivace dibattito negli ultimi mesi a causa soprattutto dell'ultimo provvedimento legislativo, che ha generato disorientamento tra gli operatori economici”. “Il tema - prosegue - rimane, comunque, di stretta attualità perchè legato, in diversi casi, alla sopravvivenza di intere filiere dell'industria e dell'artigianato nazionali. Esso richiede pertanto azioni incisive e certe, nell'imprescindibile coerenza con il più ampio quadro della normativa comunitaria”.
“La trasparenza è una prioprità che stiamo perseguendo da molto tempo - aggiunge Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia -. Se in Europa si è iniziato a parlare dell'obbligatorietà della marcatura d'origine, lo si deve proprio alla pressione svolta dalle imprese italiane del tessile-abbigliamento, con l'aiuto del Governo e in particolare del viceministro Urso”. “Il confronto europeo rimane prioritario, per evitare discriminazioni e aggiramenti - sottolinea Tronconi -. Tuttavia, è bene che il dibattito rimanga serrato anche nel nostro Paese, a patto che si faccia chiarezza su che cosa si vuole ottenere e su come lo si possa raggiungere”. “Non bisogna dimenticare, infatti, che i temi legati all'origine dei prodotti derivano da una codificazione doganale che è stata pensata più per esigenze daziarie, che per comunicare col consumatore - conclude -. Proprio per questo possono emergere dei malintesi. Da qui l'obiettivo del 6 ottobre: fare chiarezza sulla trasparenza”.
Smi è di ritorno da una missione “esplorativa” a Novosibirsk con il supporto di Emi e Ice, dove vari incontri business to business hanno permesso a sette aziende italiane di abbigliamento (tra le quali Marly's, Pierre Mantoux e Industria Tessile Lardelli) di avviare rapporti con potenziali partner per sviluppare le loro proposte (15 brand in totale) nella parte più orientale della Russia. “La missione - ha commentato Gianfranco Di Natale, direttore generale Smi - è risultata un test più che positivo e ha confermato la giustezza di una linea di lavoro, ormai consolidata, avviata dall'associazione a sostegno dell'internazionalizzazione dell'industria del tessile-abbigliamento-moda made in Italy e, in particolare, dell'ingresso su nuovi mercati. Con quella siberiana abbiamo fatto da rompighiaccio: ora ci auguriamo che l'esito spinga altre aziende italiane a interessarsi di questo mercato, importante non solo a livello potenziale”. Dopo questo primo approccio, gli imprenditori stanno preparando la presentazione delle loro collezioni, in programma a partire dal prossimo febbraio.
e.f.
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