Snia: l’assemblea approva il bilancio e riduce il cda

L’assemblea degli azionisti di Snia, riunitasi ieri a Milano sotto la presidenza di Umberto Rosa, ha approvato il bilancio chiuso al 31 dicembre 2003. Deliberata, inoltre, la riduzione del numero dei componenti del cda, passati da 13 a 9, a seguito delle dimissioni di Giorgio Cirla, Giovanni Consorte, Emilio Gnutti e Claudio Pieri.
Nella convocazione di ieri, sono stati inoltre nominati gli amministratori Giancarlo Berti e Renato Ugo (quest’ultimo indipendente) in sostituzione dei dimissionari Andrea Pininfarina e Marco Vitale. Il consiglio risulta quindi attualmente composto, oltre che dal presidente Rosa e dalle new entry Berti e Ugo, anche dal vicepresidente C. Callieri e dai consiglieri L. Bossini, U. Colombo, M. Dallocchio, M. Gambaro e T. Lonati.
Il gruppo ha archiviato il 2003 con 849,1 milioni di euro di fatturato (886,1 milioni di euro nel 2002), ormai realizzato prevalentemente dal business delle Tecnologie Medicali (84,3%). La perdita netta, che sarà coperta attingendo dalle riserve, è stata di 113,9 milioni di euro, dall’utile netto di 40 milioni di euro del 2002. L’indebitamento finanziario netto è più che raddoppiato passando da 102,4 a 228,3 milioni di euro.
Interpellato su Nylstar (joint-venture paritetica fra Snia e Rhodia focalizzata sulle fibre), Rosa ha spiegato al quotidiano Il Sole 24 Ore che è stato deciso “un pesante intervento di ristrutturazione”. Nell'esercizio 2003 la collegata dei fili tessili ha subito una perdita di circa 67 milioni di euro. Nel primo trimestre 2004 i ricavi hanno totalizzato 110,4 milioni di euro, mentre il risultato operativo è stato negativo per 9 milioni, con oneri di ristrutturazione che ammontano a 4,4 milioni.
e.f.
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