Soddisfazione generale per Modaprima, nonostante il lieve calo di visitatori

Con una nuova veste stilistica, la 67esima edizione di Modaprima ha chiuso i battenti in un clima di soddisfazione generale: nonostante una lieve flessione delle presenze (1.720 contro le 1.881 di novembre), c'è stato un aumento dei buyer italiani (saliti a 911) contro un lieve calo di quelli stranieri (700, provenienti da 48 Paesi diversi, Giappone in testa).
Il salone internazionale delle collezioni di moda programmata e del ready to wear di abbigliamento e accessori maschili e femminili si è chiuso lunedì negli spazi del Portello di Fieramilanocity.
“Sono molto soddisfatto di questa edizione - commenta Agostino Poletto, vice direttore generale di Pitti Immagine, che organizza l'appuntamento - soprattutto per la qualità delle presenze internazionali. Le nostre aziende ci hanno confermato che i buyer esteri hanno fatto ordini anche piuttosto consistenti, e questo per noi è un risultato molto importante. Ormai è chiaro che ci troviamo in un momento di ripresa dell'economia e dei consumi”.
“Modaprima è stata un'ottima vetrina per il nostro brand, nato da poco dalla sinergia fra tre aziende con una lunga tradizione nella maglieria, nella camiceria e nei capispalla” dice Valeria Bagnardi di Workers, un'azienda che quest'anno ha fatto il suo debutto al salone. “I buyer stranieri sono molto curiosi e, soprattutto, attratti dalla qualità e dallo stile del vero made in Italy - spiega Gianni Reboldi, uno dei tre nomi che si celano dietro il brand -. D'altronde molte aziende lavorano meglio con l'estero che con l'Italia, grazie anche alle migliori regolamentazioni nel campo del credito che vigono nei Paesi stranieri”.
Per Romeo Borghi, amministratore e general manager di Cristian International, azienda presente a Modaprima dalla prima edizione, il problema è la mancanza di un sostegno da parte dello Stato nei confronti delle imprese della moda, soprattutto quelle che esportano. “Purtroppo - dice - in questo momento non ci sono né dialogo né riconoscimento da parte delle istituzioni, perché la moda è considerata un settore a se stante”.
Presente anche quest'anno il Fashion Cube, l'area ricerca curata dal visual designer Sergio Colantuoni e dedicata alle tendenze moda della prossima stagione, divise in 5 temi: Sauvage, Useful, Wood, Edelweiss e Pottery.
v.d.g.
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