Sportswear: Adidas corre, Puma soffre in Europa

A pochi giorni di distanza, due grandi realtà dell'active sportswear hanno reso noti i risultati relativi al primo trimestre 2012: Adidas ha annunciato esiti preliminari oltre le aspettative, con ricavi a quota 3,8 miliardi di euro, in crescita del 17% (o del 14% a tassi di cambio costanti) rispetto all'analogo periodo del 2011. Bene anche Puma, che ha sfiorato gli 821 milioni (+6,1%), ma accusando anche segni di stanchezza.
La label nell'orbita del gruppo Ppr, le cui vendite nel quarto trimestre dell'anno scorso avevano messo a segno un +16%, ha sofferto soprattutto nell'area Emea, che ha incassato un -1,4%, fermandosi a 368 milioni di euro. I vertici sono rapidamente corsi ai ripari, nominando recentemente Sergio Bucher, già head of global retail della società, general manager in questo territorio. È andata decisamente meglio nel continente americano (+8,5%) e nell'Asia-Pacifico (+10,2%), mentre a livello di categorie merceologiche il core business del footwear ha accusato un -2,1%, controbilanciato dal +8% dell'abbigliamento e dal +19% degli accessori.
A preoccupare il ceo di Puma, Franz Koch, sono stati altri indicatori relativi al quarter, dalla riduzione dell'8,1% dell'ebit, pari a 102 milioni di euro, al -4,9% dell'utile netto, quantificabile in 74 milioni. "Dopo un finale forte del 2011 - ha commentato Koch - il passo è rallentato soprattutto in ambito bottom line. Dal punto di vista geografico, stiamo ottimizzando l'efficienza in Europa. Sul fronte prodotto, infine, sono fiducioso nelle innovazioni che stiamo approntando e che contribuiranno a centrare gli obiettivi sull'anno, focalizzati su un incremento high-single digit". L'aumento dell'utile netto dovrebbe essere "mid-single digit".
Passando ad Adidas, i risultati preliminari del quarter indicano un fatturato di 3,8 miliardi di euro (+17%), con picchi non meglio specificati nella Greater China e in Giappone. L'utile operativo del gruppo di Herzogenaurach è balzato del 30% a 409 milioni di euro e l'utile netto è progredito del 38%, raggiungendo i 289 milioni.
Il management si aspetta per il 2012 un +10% a tassi di cambio costanti, lasciando da parte la cautela che in precedenza lo aveva spinto a indicare una "mid to high-single digit growth". L'utile netto del fiscal year dovrebbe essere in rialzo tra il 12% e il 17% e non, come inizialmente preventivato, tra il +10% e il +15%.
a.b.
stats