Stabile il valore della produzione della moda in Italia rispetto a Usa, Giappone ed Europa

Una ricerca di Sistema Moda Italia mostra come dal 1990 a oggi il valore della produzione di tessile-abbigliamento italiano si sia mantenuto sostanzialmente stabile rispetto a quello giapponese, statunitense e dell’insieme degli altri Paesi dell’Unione Europea, che invece evidenziano un costante declino.
Lo studio - un’elaborazione di Smi su dati Eurostat, Euratex, Atmi/Aafa, Us Census Bureaux, Jap. Min. of public management - sottolinea come la produzione di tessile-abbigliamento made in Italy valesse poco meno di 70 miliardi di euro correnti nel 1990, che è pressapoco il valore della produzione attuale (circa 65 miliardi di euro).
Nello stesso periodo gli Usa sono passati da circa 80 miliardi agli attuali 60, con il sorpasso quindi da parte dell’Italia; il Giappone dagli oltre 80 miliardi dell’inizio degli anni Novanta ai meno di 40 miliardi di oggi (con un crollo tra il 1995 e il ’98 e un’ulteriore caduta a partire dal secondo semestre 2002); i Paesi dell’Unione Europea da poco meno di 170 miliardi di euro del ’90 a meno di 110 miliardi attuali, con un declino pressoché costante.
“Il risultato italiano – commenta Vittorio Giulini, presidente di Smi - testimonia una tipicità del nostro sistema moda che ci ha permesso, pur con alti e bassi, di superare i momenti critici che hanno invece segnato il destino dell’industria del tessile-abbigliamento di altri Stati: un dato che voglio sottoporre all’attenzione dei rappresentanti del Governo per farli riflettere sull’importanza del nostro settore per il Paese”.
c.mo.
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