Stefanel: le perdite salgono a 48,7 milioni di euro

Il gruppo Stefanel ha chiuso il bilancio 2009 con un utile negativo per 48,7 milioni di euro, da una precedente perdita di 20,8 milioni. Il risultato riflette il rosso dell'ebit, che ammonta a 50,5 milioni (da -13,4 milioni del 2008), su cui pesano oneri non ricorrenti per 12 milioni, relativi alla ristrutturazione della rete commerciale e delle funzioni centrali.
Anche il mancato rinnovo della licenza Marithé+François Girbaud (il cui fatturato 2008 era stato di 29 milioni) ha contribuito a deteriorare l'andamento del risultato operativo della società attiva nel business dell'abbigliamento e del retail aeroportuale. Nell'anno è passato in territorio negativo pure l'ebitda, pari a -34 milioni, da un valore positivo di 2,4 milioni nel 2008, dopo che iI ricavi sono scesi a 181,9 milioni dai precedenti 215,1, accusando un calo del 15,4% (-12,2% a cambi costanti).
“La crisi economica internazionale e il generale calo dei consumi - ha commentato Giuseppe Stefanel, presidente del gruppo di Ponte di Piave - restano ancora fattori penalizzanti, ma ritengo che abbiamo svolto un lavoro importante e tempestivo sui costi aziendali e sulla riorganizzazione, a livello sia distributivo, sia di strutture centrali. Stefanel è un brand forte, conosciuto in tutto il mondo grazie ai quasi 600 negozi monomarca: continueremo a investire sul marchio e sulla distribuzione per realizzare il nostro progetto”.
Il 2010, come spiegano i vertici, si è aperto in un contesto di mercato ancora difficile e con prospettive incerte. “Nonostante ciò - dicono - l'andamento dei ricavi nei primi due mesi dell'anno è stato moderatamente positivo e sostanzialmente in linea con le previsioni”. Nell'anno il gruppo intende realizzare tutte le attività e gli investimenti necessari volti a creare le basi per un rilancio del business.
In tal senso nei mesi scorsi l'assemblea ha deliberato un aumento di capitale da 50 milioni di euro ed è stato sottoscritto un accordo di moratoria con tutti gli istituti di credito, scaduto il 15 febbraio e la cui proroga sta per essere formalizzata fino al 30 aprile (vedi fashionmagazine.it del 17 febbraio e del 28 gennaio). Entro lo stesso mese è in programma la sottoscrizione di una convenzione di ristrutturazione del debito: il suo perfezionamento e il reperimento delle risorse necessarie a supportare il prossimo triennio “costituiscono le condizioni necessarie per garantire l'esistenza operativa del gruppo in un futuro prevedibile”.
e.f.
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