Stili in passerella: l'imprevedibile anarchia del buon gusto

Lunghezze mini e maxi, morbidi pantaloni mannish e femminilissime gonne a vita alta, evanescenti mezzi toni e vivaci tocchi di bluette, giallo e verde salvia. Con questi anarchici contrasti, ieri mattina, Anna Molinari ha riassunto sulla passerella di Blumarine le imprevedibili contraddizioni del womenswear della prossima primavera/estate. Un primo bilancio sui trend del prêt-à-porter della primavera-estate 2009.
Dopo Blumarine, è toccato all’atteso show di Albino D’Amato illustrare le nuove direction del womenswear che verrà. Lo stilista, molto seguito e apprezzato dagli addetti ai lavori, ha assommato rigore e sensualità in superbi abiti con drappeggi, incroci e nodi geometrici. Hanno guardato agli anni Trenta Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, artefici di caban color bronzo lavorati a telaio ed egittofili abiti a pannelli. I due designer stanno vivendo un momento di grande visibilità, grazie anche alla conquistata direzione creativa di Gianfranco Ferré. Un marchio, questo, che grazie al loro apporto creativo sembrerebbe aver superato il difficile momento di transizione seguito alla scomparsa del suo fondatore. Il quale avrebbe apprezzato le architettoniche gonne ad anfora e i luminescenti boleri istoriati di piccole ruches di plastica con i quali Aquilano e Rimondi hanno riletto l’inconfondibile stile della maison.

Virtuosismi couturofili e luminescenze siderali
Non hanno deluso le aspettative la couture “rock-romantica” di Ermanno Scervino e il virtuosismo esecutivo di Alberta Ferretti, che ha fatto sfilare, senza mai scadere nello svenevole romanticismo di maniera, nuvole di chiffon, petali di organza e vibranti frange monocrome (viste anche chez Jil Sander). Missoni ha preso spunto dai contrasti simultanei dall’aeropittura futurista per imprimere fresco dinamismo a tuniche fluttuanti, confortevoli gonne-pantaloni e preziosi caftani che per la sera si illuminano di paillettes sovrapposte a motivo di patchwork meccanico. I mix di stampe e materiali a contrastosi hanno dominato le giovani proposte di Moschino Cheap & Chich e Just Cavalli che nel suo scenografico show di domenica scorsa ha accostato il pizzo alle stampe animalier e ha lanciato la novità del denim stampato con le gigantografie di Eva e Roberto Cavalli.
In perfetta linea con il riscoperto gusto per l’eleganza composta ma non seriosa sono apparsi i capi di D&G, ispirati allo stile navy e all’intramontabile stile di St.Tropez con il loro corredo di righe, colori da club nautico, pantaloni sailor, maxi fiocchi e inattesi corpetti effetto Rocher.
In eccellente forma è apparso Giorgio Armani, che nella collezione che porta il suo nome ha aggiornato con rara coerenza la moderna lezione dell’easy dressing e l’inossidabile tradizione del buon gusto made in Italy. I suoi abiti da cocktail, illuminati da bagliori siderali e movimentati da sovrapposte foglie di organza, hanno convinto la platea, che ha pure apprezzato le sue fresche giacche a doppia struttura in organza e chiffon, le gonne con gli orli gonfiati e i sottili tailleur-pantaloni dai tessuti negligentemente stropicciati.
Quanto alla donna di Prada, rinuncia alle sovrastrutture, optando per capi che si modellano sul corpo, grazie a tessuti di matrice naturale, ma con un'anima in metallo.
r.m.
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