Stone Island: fatturato 2011 a 51 milioni di euro. E c'è spazio per crescere ancora

Non sempre l'unione fa la forza. Nel caso di Carlo Rivetti, patron di Sportswear Company, la vendita di C.P. Company alla Fgf Industry di Enzo Fusco e la concentrazione dell'impegno su Stone Island ha dato i frutti attesi. Nel 2011 l'azienda prevede di totalizzare un giro di affari di 51 milioni di euro, in crescita rispetto ai 49 del 2010, quando in scuderia c'era anche l'altra etichetta. Merito di un lavoro a 360 gradi su prodotto, distribuzione, comunicazione.
"Il fatturato di Stone Island è cresciuto di circa il 25% rispetto al 2010 e gli ordini della primavera-estate 2012 sono aumentati del 30% - racconta Rivetti -. Uno scenario che ci riempie di soddisfazione. C'è interesse nei confronti della label, anche da parte dei clienti, che sono circa 980 nel mondo". E mentre tutti guardano ai mercati emergenti, Rivetti è ancora impegnato a cogliere le migliori opportunità nella Vecchia Europa. "I nostri principali clienti sono Italia, Inghilterra, Germania e Olanda, che oggi coprono il 70% del fatturato, con il Regno Unito in progress di quasi il 60% - spiega - ma abbiamo registrato incrementi significativi anche in Belgio (+120%), Spagna (+55%), Corea (+53%), Francia e Russia (+50%), Giappone (+22%). La Cina, anche se in progress, è ancora una piccola storia: qui conseguiamo l'1% delle nostre vendite. L'India, per il momento, non è nelle nostre rotte".
Fra i motivi del successo Rivetti cita l'organizzazione dell'offerta, che ha portato a crescere in tutte le tipologie di prodotto e non solo alla voce capispalla, che sono il core della label. "Basti pensare che con l'estivo abbiamo venduto quasi 60mila polo continuative", puntualizza. Anche la comunicazione è stata strategica. In particolar modo gli investimenti su Internet sono stati determinanti e hanno contribuito a rafforzare il legame con il consumatore finale. Viene spontaneo chiedersi se, fra le opportunità di sviluppo della label nel futuro, potrebbe esserci anche la differenziazione con la donna. Ma su questo Rivetti è categorico: "Non se ne parla proprio - risponde -. Stone Island è e resta una label esclusivamente maschile!".
c.me.
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