Sutor Mantellassi si ristruttura e riparte con nuovi progetti

Più risorse finanziarie, nuove figure chiave nel management e una totale ridefinizione delle strategie per Sutor Mantellassi, da oltre 90 anni sinonimo di calzature di alta gamma. Per sostenerne il rilancio, entrano nella compagine sociale, accanto alla famiglia fondatrice, il fondo d’investimento Sici e, nelle prossime settimane, una banca del territorio toscano.
Dopo un periodo di stand-by, in casa Mantellassi è scaturita infatti la decisione di sviluppare le potenzialità inespresse del marchio, con interventi sia sul piano finanziario, sia su quello gestionale. Nel 2004 la famiglia Mantellassi ha quindi deciso di ricapitalizzare il gruppo con la sottoscrizione di un aumento di capitale di 1,7 milioni di euro. Un’altra iniezione di liquidità è giunta dal fondo Sici, che è entrato nell’azionariato attraverso un aumento “dedicato”, acquisendo il 30% delle quote. Nelle prossime settimane è previsto, inoltre, l’ingresso di un istituto di credito del territorio toscano.
A livello di management, la gestione operativa del gruppo è stata affidata a un manager che vanta importanti esperienze nella moda: si tratta di Massimo Maria Baratta, ex Salvatore Ferragamo, MAC/Malo e Bally, che è stato nominato amministratore delegato. A breve, sono previsti inoltre ulteriori inserimenti nelle aree chiave dell’azienda.
Quanto allo sviluppo strategico del marchio, l’impegno della società è quello di dare ampio spazio alla componente creativa e innovativa, senza prescindere dall’alto patrimonio storico della Casa. Si partirà dal restyling del logo. Le nuove linee si focalizzeranno sulla fascia più alta di mercato e saranno sviluppate principalmente in Italia, dove Sutor Mantellassi avvierà un nuovo showroom a Milano e aprirà un punto vendita diretto nella capitale della moda il prossimo settembre. Le boutique di Firenze e Bologna saranno inoltre adattate a un nuovo concept architettonico. All’estero, le nuove collezioni saranno distribuite presso rivenditori selezionati ed è previsto l’opening di tre monomarca negli Stati Uniti e Giappone.
Tra gli obiettivi economici, un fatturato triplicato entro il 2008 con il raggiungimento di margini operativi superiori al 25% (il bilancio 2003 si è chiuso con ricavi a circa 10 milioni di euro e un ebitda margin del 16%).
e.f.
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