Swarovski: tagli inevitabili per salvaguardare gli headquarters austriaci

"Negli anni di crescita dal 1999 al 2007, il numero di addetti a Wattens è cresciuto da 3.902 a circa 6.700: ma ora la recessione globale e le evoluzioni di alcuni segmenti di attività hanno corretto al ribasso le nostre aspettative": così i vertici di Swarovski commentano l'annuncio di tagli al personale.
Già calato a quota 5.600 dipendenti, l'organico di Wattens in Austria è destinato a scendere di altre 600 unità entro fine anno, anche in seguito alla concorrenza spietata, soprattutto nel settore componenti, di Paesi come l'Egitto e la Cina. "Sarebbe irresponsabile ignorare lo scenario generale - commenta Markus Langes-Swarovski, portavoce dell'executive board della Casa attiva nella produzione di cristalli di alta qualità -. Dopo un attento esame, non abbiamo potuto fare altro che decidere un piano d'azione, in modo da garantire un duraturo mantenimento della nostra leadership e della sede stessa di Wattens".
Markus Langes-Swarovski specifica inoltre che questi provvedimenti saranno sottoposti al vaglio dei sindacati, "nel modo più socialmente responsabile possibile", in vista di una ristrutturazione nel 2010: i processi produttivi che richiedono un approfondito know how e un consistente apporto tecnologico resteranno nella cittadina austriaca, ma altre fasi saranno delocalizzate nell'Europa dell'Est, dove l'anno prossimo dovrebbero essere ricreati 500 posti di lavoro.
I vertici della società tengono a precisare che le misure adottate non hanno un legame con la realizzazione di un nuovo impianto a Qingdao in Cina, che dalla seconda metà del 2009 rifornirà il mercato del grande Paese asiatico con proposte ad hoc. "Questa location - si legge in una nota - sarà indipendente dal brand portfolio già esistente di Swarovski e opererà in autonomia rispetto ad altre filiali aziendali nella Repubblica Popolare. In altri termini, i cristalli Swarovski continueranno a essere 'made in Austria' ".
a.b.
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