Tanta moda nella classifica 2008 dei marchi a maggior valore economico di Interbrand

Nella classifica dei 100 Best Global Brand 2008 appena pubblicata da Interbrand figurano diversi marchi che appartengono al fashion system: in particolare icone del lusso, come Louis Vuitton, Gucci, Chanel, Hermès, Prada, Giorgio Armani, ma anche insegne della fast fashion H&M, clamorosa new entry, Zara e Gap, e i primattori del mondo dello sport Nike e Adidas. Ecco quanto valgono.
Tra i marchi del lusso il più in alto nella classifica è Louis Vuitton, che sale in 16esima posizione con un valore di 21,602 miliardi di dollari, in crescita del 6%.
Segue in 45esima Gucci - il cui brand value è stato calcolato in 8,254 miliardi di dollari - che avanza nella lista grazie a un incremento del 7%.
Al 60esimo posto troviamo Chanel, con un valore di 6,355 miliardi di dollari, in aumento di nove punti percentuali. Segue in 76esima posizione Hermès che registra una crescita dell’8% del brand value, oggi pari a 4,575 miliardi di dollari.
Più in basso troviamo Prada - in 91esima posizione la griffe di Miuccia Prada vale oggi secondo Interbrand 3,585 miliardi di dollari, ovvero il 9% in più dell’anno scorso - e il rientro nei top 100 di Armani: al 94esimo posto la griffe di Re Giorgio è valutata 3,526 miliardi di dollari.
Sempre in ambito lusso, da segnalare Rolex (71esimo), Cartier (79esimo), Tiffany (80esimo) mentre Manfredi Ricca, business director di Interbrand, fa notare anche la performance di Apple, in 24esima posizione, il cui valore cresce del 24% a 13,724 miliardi di dollari: “Il lancio di iPhone - segnala Ricca - pone questo marchio in una sfera del tutto nuova rispetto al passato: oggi viene visto dal consumatore in un’ottica aspirazionale ed elitaria tipica dei luxury good”. E il manager parla anche di Ferrari (al 93esimo posto) “che, pur figurando nel settore ‘automotive’, rappresenta di fatto un brand del lusso grazie alla sua politica di esclusività”.
Il valore economico di un marchio, chiarisce Ricca, “è la risultante di tre fattori: l’analisi finanziaria del valore generato dall’azienda, il peso del brand nella formazione della domanda da parte dei consumatori, la valutazione del grado di rischio futuro. Quest’ultimo è l’aspetto più delicato oggi da valutare, dopo che crac a sorpresa come quello della Lehman Brothers hanno dimostrato che gli strumenti previsionali che abbiamo sono da rimettere in discussione”.
Ma sul lusso, si sa, la volatilità è generalmente molto bassa “e oggi le performance dei luxury brand sono sorrette dai mercati emergenti - aggiunge il manager di Interbrand -. In particolare, le griffe presenti nella nostra classifica sono quelle che hanno saputo slegare il marchio dal prodotto d’origine per farne il simbolo di un lifestyle, ma al tempo stesso hanno gestito con grande intelligenza la strategia di brand extension per proteggere l’esclusività del proprio nome: un potenziale altissimo che viene liberato con estrema attenzione”.
La classifica di Interbrand evidenzia il modello ormai a clessidra di un mercato che, anche nella moda, premia o i prodotti top o, all’opposto, il low cost: “Una clamorosa new entry in 22esima posizione è H&M – spiega il business director di Interbrand - con un valore del marchio valutato 13,840 miliardi di dollari, grazie alle operazioni di successo condotte con stilisti e celebrity”. Nella hit parade sale anche Zara, al 62esimo posto, in crescita del 15% a 5,955 miliardi di dollari. In discesa, invece, Gap che passa dal 61esimo al 77esimo posto: il suo valore, pari a 4,357 miliardi di dollari, cala del 20%.
Le star dello sport Nike (+6% a 12,672 miliardi di dollari) e Adidas (+6% a 5,072 miliardi di dollari) figurano rispettivamente al 29esimo e al 70esimo posto.
c.mo.
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