Tessile-abbigliamento: è intesa per il rinnovo del contratto

Dopo una trattativa no-stop di 23 ore, è stata raggiunta in mattinata l'intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale relativo al settore tessile-abbigliamento. La parte economica prevede un aumento medio di 94 euro, a fronte di una richiesta sindacale di 95 euro.
Soddisfatte per l'esito entrambe le parti in causa che, dopo avere avviato le trattative in gennaio, si sono accordate senza il ricorso allo sciopero (previsto per il 9 del mese, quando la discussione sembrava in fase di stallo, vedi fashionmagazine.it del 6 maggio).
Da Sistema Moda Italia fanno sapere che relativamente alla parte normativa, su richiesta della delegazione degli imprenditori si è intervenuti nell'ottica di migliorare la competitività delle imprese. I principali temi hanno in tal senso riguardato la flessibilità dell'orario di lavoro, gli straordinari e la disciplina delle ferie. Confermato, inoltre, l'attuale sistema di inquadramento, che sarà oggetto di studio e approfondimento successivi, per verificare l'eventualità di un aggiornamento.
“Il confronto con il sindacato è stato intenso e costruttivo - commenta il capo della delegazione imprenditoriale, Domenico Genito -. Abbiamo registrato una disponibilità del sindacato ad affrontare le tematiche della competitività delle aziende, ragionando su soluzioni di immediata applicazione e valutando se intervenire successivamente in modo congiunto per una migliore applicazione degli istituti contrattuali”. Secondo Michele Tronconi, al vertice di Smi, i contenuti dell'accordo vanno letti in prospettiva. “È inutile pensare che le imprese del tessile-abbigliamento possano farsi ulteriormente carico delle inefficienze del Paese, o delle scelte non fatte. Allo stesso modo, ciò non può ricadere sui lavoratori e sulle famiglie. Il nostro contratto ha marcato il giusto equilibrio affinché gli uni possano continuare a contare sugli altri. Questo, anche accettando di proseguire a rimettere in discussione alcune pratiche consolidate, al fine di aumentare la rapidità di risposta al mercato”.
Il rinnovo del contratto, va ricordato, è biennale nella parte economica, mentre in quella normativa è quadriennale.
e.f.
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