Tessile-abbigliamento made in Italy: -15% nel primo trimestre

All'assemblea annuale di Smi di oggi è allarme sull'andamento del tessile-abbigliamento nazionale: nel primo trimestre 2009 i ricavi hanno accusato un -15% rispetto all'analogo periodo del 2008. "Finita la disputa elettorale, con tutte le sue suscettibilità, spero si possa tornare a parlare di problemi economici senza trasformarli in contrapposizione politica", ha detto Michele Tronconi, presidente della federazione.
All'incontro di oggi, riservato ai soli soci, è emerso che non si tratta di una caduta del fatturato omogenea e che il tessile si riconferma più penalizzato rispetto alla confezione. A proposito dei problemi contingenti, Tronconi ha ricordato che il fondo di garanzia per il credito alle Pmi non si è ancora trasformato in “ossigeno per le imprese”.
“Si dovrebbe approfondire il tema delle risorse finanziarie da lasciare alle imprese che le producono, come ha autorevolmente ricordato anche il Governatore della Banca d'Italia, Draghi - ha aggiunto il presidente di Smi - partendo, ad esempio, dalla sospensione dell'obbligo di versare all'Inps le quote di Tfr non destinate ai fondi pensione”.
Concludendo l'assemblea, il vicepresidente per l'internazionalizzazione di Confindustria Paolo Zegna ha affermato: “Il settore non si divida tra il monte e il valle e tra azienda e azienda, ma rafforzi, al contrario, la sua capacità a fare sistema, soprattutto per continuare e intensificare la sua azione a livello internazionale, al fine di cogliere tutte le opportunità insite nella ripresa dei consumi che inevitabilmente si riproporrà”.
e.f.
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