Tessile cinese: la crisi finanziaria fa segnare un’altra battuta d’arresto

Le turbolenze finanziarie che stanno investendo le piazze di tutto il mondo fanno sentire il loro effetto anche in Cina: il tessile-abbigliamento, un settore già da tempo coinvolto da una grave crisi, è senz’altro uno dei comparti del made in China che stanno soffrendo di più.
L’export di tessile-abbigliamento cinese, ha fatto sapere l’Agenzia delle Dogane, è cresciuto solo di un modesto 1,8% nei primi nove mesi dell’anno, crollando di ben 21 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2007: una cifra certamente sbalorditiva, se si considerano gli abituali tassi di incremento a due cifre.
Anche secondo Bloomberg News, l’industria del tessile-abbigliamento della Repubblica Popolare - la più grande al mondo, al settimo posto tra i comparti produttivi della nazione - continua a perdere competitività: il crollo delle esportazioni sarebbe accelerato ora anche dall'impasse economico-finanziaria internazionale e dalla relativa contrazione della domanda.
“Lo stallo del settore è destinato ad aggravarsi nei prossimi mesi - ha dichiarato in una conferenza a Jinan Sun Huabing, director of the China Textile Economy Research Center - a causa non solo della continua rivalutazione dello yuan (+10% rispetto al dollaro in meno di un anno), ma anche del malumore e della sfiducia che regnano sui mercati internazionali". "Il peggio deve ancora arrivare - avverte Sun - e un’ulteriore flessione è prevista nel corso del 2009, anno in cui la decelerazione potrebbe raggiungere l'apice da quando l'ex Celeste Impero si è aperto alle riforme economiche, a fine anni Settanta”.
Secondo dati del China National Textile and Apparel Council, più di 20 milioni di lavoratori (per lo più di origine rurale) lavorano nei comparti dei tessuti e del vestiario, la cui eventuale battuta d’arresto potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’equilibrio economico di tutto il Paese.
Anche gli investimenti in questo ambito hanno registrato una battuta d'arresto, dovuta sempre all'incertezza finanziaria e al recente giro di vite adottato dal governo locale sui prestiti bancari. Secondo Du Yuzhou, chairman del China National Textile, sono già più di due terzi le piccole e medie imprese tessili cinesi in gravi difficoltà finanziarie.
c.r.
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