The Collective a New York: atmosfera positiva e soddisfazione fra gli espositori italiani

Si è chiuso ieri pomeriggio, con un'ora di anticipo sul programma a causa di una forte nevicata prevista dai meteorologi, l'appuntamento con il salone newyorkese del menswear The Collective. Complessivamente positivo il giudizio delle 57 aziende italiane riunite nella sezione Made in Italy at The Collective, a cura di Emi-Ente Moda Italia.
Infatti, gli espositori provenienti dal nostro Paese hanno visto tornare, dopo qualche stagione di assenza, i buyer dei più importanti department store americani.
Compratori attratti da una produzione di alta qualità, in cui il cachemire e le lane pregiate hanno avuto un ruolo da protagonisti.
Grande ritorno, per l’autunno-inverno 2004/2005 al maschile presentato negli stand, della maglieria soprattutto a righe orizzontali, anche multicolor.
Fra le tinte leader nella camiceria, hanno avuto la meglio quelle scure, negli abiti hanno prevalso i gessati su fondo grigio e nero, nei pantaloni i velluti, anche uniti, spesso proposti in nuance accese come quelle del rosso, del giallo, del viola e dell'arancio. Anche se i dati di chiusura non sono stati ancora forniti da Enk International, l'ente organizzatore, il numero complessivo dei operatori presenti in fiera per visionare circa 500 linee sembra in crescita rispetto alla stessa edizione del 2002. Complice, più che il miglioramento dell'andamento economico (peraltro dato per certo da molti analisti), un inverno caratterizzato negli Usa da temperature molto basse rispetto alla media, che hanno portato a un aumento delle vendite al dettaglio. Parola di espositori.
a.g.
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