Think Pink: tempo di rilanciare

Riportare la creatività e le idee in azienda, dopo un periodo di stanca: con questi presupposti prosegue la strategia di rilancio del marchio Think Pink. Ne parla il brand manager, Ermanno Paulon.
Il label esiste da 25 anni ed è noto proprio grazie alla volontà di innovazione e di cambiamento che lo ha sempre animato. «Non a caso – spiega Paulon – è sufficiente leggere i messaggi contenuti nel logo, dove si fa riferimento ai concetti di ‘free thinking’, di ‘relax your mind and understand nature’. Punti di vista che la dicono lunga sulla mission dell’azienda, che ultimamente aveva perso molto dello spirito originario».
Entrato a far parte del gruppo Tecnica nel 1988, il marchio è ora affidato a Paulon, alle prese con il suo rilancio da circa un anno. «Conosco molto bene la realtà di Think Pink – chiarisce Paulon – essendo licenziatario per il bimbo dal 1989 con la mia azienda, il Maglificio Ape». Oggi Paulon coordina i tre aspetti fondamentali del prodotto, della distribuzione e della comunicazione.
Il prodotto, in primo luogo, è stato affidato a un responsabile che coordina uno staff interno di sei persone che si interfacciano all’esterno con dei consulenti. «Un discorso che funziona – spiega Paulon – a giudicare dai risultati che stiamo ottenendo con l’estivo 2004 e con i riscontri avuti in seguito alla presentazione a Pitti Uomo dell’invernale».
Quanto alla distribuzione, si lavora in termini di qualificazione, mirando ad aggiungere negozi al vertice della piramide e a sottrarne alla base. Oggi i clienti Think Pink in Italia sono 700 e altrettanti sono quelli in Europa (in Far East esiste una licenza). Sul fronte della comunicazione, infine, le strategie sono in fase di definizione e si attende il mese di giugno per conoscerne le linee guida. Think Pink ha chiuso il 2003 con un fatturato di circa 20 milioni di euro più 8 di bimbo. Un risultato in leggera crescita sul 2002 (+2/3%), che dovrebbe mantenersi su livelli analoghi nel 2004.
c.me.
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