Thom Browne sfugge al cliché della sfilata con una soluzione spettacolare e cinematografica

Nell’aula magna dell’Istituto di Scienze Aeronautiche di Firenze, l’accademia che i fiorentini chiamano "scuola di guerra aerea" e conoscono bene per l’ambìto ballo delle debuttanti che ogni anno vi si svolge, ieri sera s’è alzato in volo un suono che non udivamo da tempo: il ticchettio di 40 macchine da scrivere Olivetti lettera 32 reperite dall’archivio storico dell’azienda di Ivrea tramite collezionisti. Una piacevole colonna sonora che ha accompagnato la sfilata-performance di Thom Browne (nella foto, un momento dello show).
Il quarantaquattrenne designer americano detto lo “Zar dello stile uomo” che si dichiara fan di Obama, un uomo su cui volentieri metterebbe i suoi completi, invitato da Pitti Immagine Uomo, ha pensato di sfuggire al solito cliché della sfilata con una soluzione spettacolare e cinematografica: file di scrivanie francesi originali degli anni Cinquanta in lamiera di ferro, sedie provenienti dalla California, giovani ragazzi che arrivano perfettamente bardati in trench beige, abiti grigio flanella, stringate nere, occhiali da vista e valigetta ventiquattrore, si tolgono il trench e la giacca, indossano il cardigan grigio che prendono da un provvidenziale appendiabito d’acciaio messo accanto alla scrivania e, dopo aver infilato un foglio bianco in macchina, cominciano a scrivere. Una scena bellissima che riporta agli anni in cui il lavoro d’impiegato era sognato anche se bisognava svolgerlo sotto gli occhi severi di un capo.
Venti minuti per una tipica giornata in cui ci si veste con pezzi d’ordinanza rivisti e corretti da Browne: trench con punto vita molto alto, abito grigio con giacchetta e pantaloni che sembrano ristretti in lavatrice, scarpe con targhetta in gros grain nel tricolore blu-bianco-rosso. Un altro segno di riconoscimento, a metà strada tra la bandiera patriottica e il vezzo stilistico, per un uomo che ricorda gli americani in braghette sempre più corte rispetto a quelle degli europei.
“Voglio portare il tailoring ai giovani e far riapprezzare il classico” diceva prima della speciale installazione il pluripremiato Browne che produce a New York facendo realizzare a mano i vestiti con tessuti italiani e inglesi e che tra qualche giorno arriverà a Milano per presentare la collezione Moncler Gamme Bleu a lui affidata.
Ai nuovi cultori di un’eleganza “striminzita ad arte” piaceranno anche le camicie lavate, asciugate e non stirate che tanto appassionano lo stilista di Black Fleece by Brooks Brothers, collezione capsule uomo e donna disegnata per il mitico marchio americano delle botton-down? Lui le indossa non abbottonandole mai interamente. Ma c’è da scommettere che qualcuno storcerà un po’ il naso. Del resto, se il suo punto di riferimento è il giovane senatore del Massachussets John F. Kennedy, che aplomb sia, anche se con una ricercata disinvoltura.
l.se.
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