Tiffany presenta conti trimestrali in calo ma batte le stime

Risultati oltre le attese per Tiffany & Co.. Nel terzo trimestre dell’anno il gioielliere newyorkese ha registrato un turnover in calo del 3% a 598,2 milioni di dollari, a fronte dei 575 milioni previsti dagli analisti, mentre l’utile netto è sceso a 43,3 milioni di dollari, o 35 cent per azione (superiore ai 24 centesimi stimati). La società ha alzato l’outlook per l’intero anno.
Il turnover del luxury group, nei tre mesi chiusi lo scorso 31 ottobre, ha evidenziato un progresso del 12% in Europa e del 10% nella regione Asia-Pacifico. Situazione opposta negli States, dove i ricavi sono diminuiti del 9%: se si considera il giro d’affari degli store aperti da almeno un anno, la flessione quarterly del 10% si riduce al -5% del mese di ottobre. “Siamo soddisfatti di constatare che la contrazione delle vendite negli States si è attenuata nel corso del trimestre - ha dichiarato il presidente e ceo Michael J. Kowalski -. Allo stesso tempo, molti Paesi europei e dell’area Asia-Pacifico hanno totalizzato fatturati superiori alle previsioni. Questi risultati, combinati con il contenimento delle spese in corso, hanno contributo a generare utili al di sopra delle nostre attese”.
Nei primi nove mesi del fiscal year le vendite nette di Tiffany & Co. sono calate del 14%, a quota 1,73 miliardi di dollari, mentre i profitti netti sono arretrati a 124,5 milioni (-34%). Per l’esercizio 2009, il player statunitense ha rivisto verso l’alto le stime dell’utile per azione, che dovrebbe attestarsi fra 1,88 e 1,98 dollari (dal range compreso fra 1,65 e 1,75 dollari della precedente guidance), mentre il turnover dovrebbe cedere l’8%.
Alla fine di ottobre, il gruppo guidato da Kowalski possedeva una rete di 215 boutique e store worldwide, contro le 204 unità di un anno fa.
d.p.
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