Timberland: trimestre in chiaroscuro

Un utile netto pari a 30,7 milioni di dollari, in avanzata rispetto ai 25,9 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Ma anche un calo del 2,2% del fatturato, a quota 423,6 milioni di dollari. La trimestrale di Timberland riflette le contraddizioni di un mercato in fase di stagnazione.
Il brand ha incontrato difficoltà soprattutto in Nord America, con ricavi in frenata dell'8,8%, a quota 184,5 milioni di dollari, mentre ha retto bene in Europa, dove ha totalizzato 199,9 milioni di dollari (+4,4%). In lieve diminuzione l'Asia, con poco più di 39 milioni di dollari.
Dal punto di vista merceologico, il colpo più duro lo hanno accusato l'abbigliamento e gli accessori, con un turnover di 102,7 milioni di dollari, in discesa dell'11,7%. Non destano al contrario preoccupazioni le calzature, che hanno superato i 340 milioni di dollari, portandosi avanti dell'1%.
"Non dimentichiamo, comunque, che il trimestre si chiude con 63 milioni di dollari in cassa e nessun debito", ha precisato il presidente e ceo di Timberland, Jeffrey B. Swartz, che tuttavia non si lascia andare a facili ottimismi e prevede per l'anno un decremento "mid-single digit" del giro d'affari.
a.b.
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