Timberland: utili in discesa libera, outlook al ribasso

Vendite con segno meno e utile netto in picchiata per Timberland nel primo trimestre di quest'anno. Le prime si sono ridotte dell'1,2%, a quota 349,8 milioni di dollari, mentre il secondo ha incassato il colpo di un -30,8%, totalizzando 29,2 milioni di dollari.
In particolare, le vendite internazionali della società americana specializzata in abbigliamento e accessori outdoor sono scese del 3,5% con 192 milioni di dollari ma, come precisano i portavoce di Timberland, escludendo le ripercussioni dei cambiamenti valutari sarebbero aumentate del 3%, con punte in Asia e Canada. +1,7% negli Usa, con un business quantificabile in 157,8 milioni di dollari.
Tra le attività in perdita spiccano le calzature (-4,5%, con 253,9 milioni di dollari) e, in particolare, gli stivali, i modelli più sportivi e quelli per bambini. Al contrario, l'abbigliamento e gli accessori, che hanno generato ricavi per 91,4 milioni di dollari, sono progrediti dell'8%: una performance dovuta anche all'acquisizione di Smartwool, azienda americana produttrice di calze. Indietreggiano le vendite retail (-10,6%, con 70,2 milioni di dollari) e crescono leggermente (+1,4%) quelle wholesale, per una cifra pari a 279,4 milioni di dollari.
I vertici esprimono qualche preoccupazione sul prossimo futuro: la recente introduzione di dazi anti-dumping da parte dell'Unione Europea potrebbe penalizzare chi, come Timberland, delocalizza in Cina e in Vietnam. Quindi le vendite del 2006 sono destinate a restare più o meno stazionarie. Gli utili potrebbero calare.
fi
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