Tommy Hilfiger: la triade Apax/Pvh/Gehring in pole position per l'acquisizione

La società di private equity Apax Partners, in partnership con il ceo di Tommy Hilfiger Europe Fred Gehring e con Phillips Van Heusen Corporation, è la favorita nella scalata alla fashion house americana Tommy Hilfiger. In competizione, l'investment company Oaktree Capital Management.
Il prezzo stimato per il takeover oscilla tra i 15 e i 20 dollari per azione ed essendo le azioni circa 92 milioni, si parla di una cifra compresa tra 1,8 e 2,02 miliardi di dollari. Non si sa, secondo quanto riporta il sito wwd.com, se dopo il passaggio di mano lo stilista Tommy Hilfiger continuerà a ricoprire un ruolo in azienda o se si limiterà a beneficiare delle percentuali sulle vendite delle proposte che portano la sua firma. Incognite che saranno svelate probabilmente ai primi di dicembre.
Nel secondo trimestre di quest'anno, terminato lo scorso 30 settembre, le vendite di Tommy Hilfiger sono diminuite del 6,6% rispetto all'analogo periodo del 2004, attestandosi a 500 milioni di dollari. "L'andamento positivo a livello internazionale - si legge in un comunicato - è stato in parte oscurato dal calo nel commercio wholesale negli Stati Uniti". Infatti, le vendite wholesale nel mondo si sono portate avanti del 10,2%, pari a 215 milioni di dollari, con l'Europa come apripista, in progresso dell'11%. Sul versante retail, i ricavi fuori dagli States hanno totalizzato 146 milioni di dollari, con un balzo in avanti del 12,3%. La spina nel fianco di Hilfiger è il mercato interno, con vendite wholesale in arretramento del 37,6%, per 118 milioni di dollari e un decremento del business delle licenze, passato da 20 a 19 milioni di dollari. L'utile operativo della compagnia è "lievemente al di sopra dei risultati ottenuti l'anno scorso", mentre l'utile netto si è ridotto, "a causa di un cambiamento nel sistema delle tasse".
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