Tornano i segni meno sul bilancio 2007 della filatura italiana

Risultati preliminari poco confortanti, dall'esame dell'andamento annuale della filatura italiana. I dati forniti dal Centro Studi della Federazione Sistema Moda Italia (Smi) mostrano un calo del fatturato dell'1,8% e una flessione dell'export del 5,7%.
Dopo un 2006 di “assestamento”, come spiegano i ricercatori, i ricavi 2007 dovrebbero essersi attestati a 3,36 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 6,2% del fatturato complessivo del tessile-moda italiano, dai 3,42 miliardi del 2006. Sulla flessione pesano cedimenti intorno all'1% del comparto laniero (dopo il +0,6% dell'anno prima) e una flessione di circa il 5% sul fronte cotoniero.
Negativi pure il bilancio produttivo, che evidenzia un -2,8% (-35% il calo cumulato rispetto al 2001) e il trend delle esportazioni, che accusano un -5,7% a 1,05 miliardi, contro un +2,3% delle importazioni, salite a 930 milioni di euro.
“Gli effetti sull'attivo commerciale settoriale sono pesanti - spiegano da Smi -. In un solo anno il saldo dovrebbe essersi nuovamente dimezzato, scendendo dai 210 milioni del 2006 ai 125 milioni attesi a consuntivo 2007”. Gli esperti definiscono “impressionante” il confronto con il valore di tre anni fa: rispetto ai 471 milioni di surplus del 2004, l'avanzo commerciale si è infatti ridotto di tre quarti e testimonia le difficoltà di posizionamento incontrate dal comparto.
A livello di export, i segmenti più penalizzati sono quelli dei filati lanieri pettinati (-13,4% nei primi nove mesi, che risente soprattutto del flop di vendite registrato a Hong Kong) e di quelli per aguglieria (-13,1%). Si è rivelato molto meno ciclico, invece, il filo cotoniero (-0,3%), che dovrebbe confermare i livelli del 2006. Sul fronte import, la performance che preoccupa di più è il +8,6% della lana pettinata.
“Dall'analisi delle provenienze per Paese emerge che l'India è il primo mercato di approvvigionamento per l'industria italiana”, commenta il Centro Studi. I flussi in arrivo dal 'secondo' colosso asiatico sono infatti aumentati del 12%, rappresentando quasi l'11% del totale. “Ma è la Cina che si avvia a ricoprire il ruolo di leader - concludono -. I flussi dal 'primo' colosso asiatico sono infatti cresciuti del 63%, coprendo una quota di mercato analoga a quella indiana”.
e.f.
stats