Tracciabilità, lotta alla contraffazione e nuove filiere nei programmi di Smi

"Per sostenere il sistema moda occorrono misure straordinarie da parte del mondo politico". La richiesta è emersa all’assemblea annuale di Sistema Moda Italia, che si è svolta oggi a Milano. Negli impegni dell’associazione, fra gli altri, il marchio made in Ue obbligatorio e la lotta alla contraffazione.
Nell’incontro di oggi il presidente di Smi, Vittorio Giulini, ha sollecitato l’approvazione in sede comunitaria del marchio “Made in Ue” obbligatorio, che consentirà di identificare l’origine del tessuto e della confezione dei capi di abbigliamento (si tratta del concetto di tracciabilità di filiera). Il modello di partenza proposto per l’Unione europea è il “Made in Usa”, che esiste già da tempo. Si tratta di una certificazione che viene apposta sul capo di abbigliamento soltanto se la prevalenza del valore aggiunto del prodotto finito (per esempio confezione e tessuto) è statunitense: diversamente non può essere utilizzata.
A questo progetto si affianca quello dell’etichettatura facoltativa “Made in Italy d’oro”, che gli imprenditori potrebbero aggiungere a quella europea obbligatoria. Questa dicitura, omologa al “D.O.C.” utilizzato per i vini, consentirà, a detta di Giulini, di identificare immediatamente la qualità delle creazioni italiane. Si tratta di un’iniziativa che potrebbe partire già a fine anno, secondo Smi, ma che va sostenuta in termini di promozione, anche da parte delle imprese.
Nel corso dell’assemblea il presidente di Smi (ormai prossima all'unificazione con Ati, prevista per ottobre) ha richiesto anche un deciso impegno nella lotta alla contraffazione e alla concorrenza sleale. Giulini, inoltre, ha esortato gli imprenditori a costituire nuove filiere come strategia per lo sviluppo del settore.
Il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, ha accolto dal canto suo tutte le richieste, impegnandosi a riunire entro un mese i principali attori della moda e delle istituzioni, per studiare un progetto a sostegno del comparto. L’onorevole ha espresso il proprio favore nei confronti del marchio di origine a tutela della libertà di scelta del consumatore e ha promesso un maggiore impegno nella lotta alla contraffazione a livello internazionale, europeo e interno.
Gli assessori regionali alle Attività produttive di Lombardia (Massimo Zanello), Toscana (Ambrogio Brenna) e Piemonte (Gilberto Picchetti), a loro volta, hanno ribadito il loro impegno a sostenere i rispettivi distretti industriali, anche avvalendosi dei maggiori poteri derivanti dalla devolution.
Dopo un 2002 chiuso con un fatturato negativo del 3,9% ed esportazioni in calo del 4,4%, le attese di Smi sono di un 2003 che dovrebbe concludersi con un giro d’affari in flessione dello 0,3%, nonostante il cattivo inizio. Per fine anno le esportazioni dovrebbero rallentare la discesa, mettendo a segno un –0,5%.
e.f.
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