Trimestrali Usa: ricavi in aumento nel casualwear e dintorni

Sui mesi a venire regna l’incertezza ma intanto le aziende americane del casualwear quotate a Wall Street archiviano un secondo trimestre di ricavi in progresso a partire da Guess, che ha registrato un +17,3% a 677 milioni di dollari. Nello stesso periodo, Abercrombie & Fitch ha messo a segno un +23% a 917 milioni, Timberland un +27,1% a 240 milioni e True Religion un +20% a 98 milioni. Stabile American Apparel a 133 milioni.
Nel quarter Guess ha beneficiato di un +30% in Europa di un +31% in Asia, mentre sul mercato interno ha accusato un -0,9%. Il trimestre del gruppo di Los Angeles si è concluso con un utile netto di 60,7 milioni (78,3 milioni, se non si tiene conto di oneri straordinari relativi alla risoluzione di un accordo con un fornitore europeo di servizi), dai precedenti 66,8 milioni. Nel semestre, invece, il turnover di Guess è salito a 1,2 miliardi di dollari (+13,7%) e i profitti sono diminuiti a 103 milioni, dai precedenti 117.
Anche Abercrombie & Fitch - nei giorni scorsi sotto i riflettori per avere offerto una ricompensa a Michael “The Situation” Sorrentino, perché non indossi più le proposte del brand nel reality show di Mtv “The Jersey Shore” (il personaggio televisivo procurerebbe un “significativo” danno d’immagine all’azienda e allontanerebbe i fan dal marchio) - ha risentito positivamente dell’incremento del business internazionale (+74%). L’utile dei tre mesi ha raggiunto i 32 milioni (da 19,5). Nella semestrale le vendite sono passate da 1,4 a 1,7 milioni di dollari (+23%), mentre i profitti sono balzati da 7,7 a 57,1 milioni.
Tra le realtà di minore dimensione, Timberland ha ridotto la perdita trimestrale da 23,4 a 20,1 milioni di dollari. Nella prima metà dell’esercizio, invece, se il giro d’affari è salito a 589 milioni (+16%), il risultato netto è stato negativo per 2,1 milioni (da un precedente utile di 2,3 milioni). American Apparel - in difficoltà finanziarie, ma che potrebbe essere aiutata dal miliardario Ron Burkle (come riportato dal New York Post nei giorni scorsi), socio del gruppo con 3,4 milioni di azioni - ha concluso il bilancio a tre mesi con una perdita netta di 213 mila dollari, dal rosso di 14,7 milioni del secondo trimestre del 2010. A metà esercizio i ricavi della società, che in luglio ha ricevuto 8,3 milioni di nuovi capitali, sono scesi a 248,9 milioni (da 254,6) e la perdita si è ridimensionata a 21 milioni (da 57). La californiana True Religion, che questo mese ha visto avvicendarsi alla presidenza Lynne Koplin (già coo della società del jeanswear, dal gennaio 2010) al posto di Mike Egeck, ha ultimato il quarter con 9,4 milioni di dollari di utile (da 7,5). Nei sei mesi il giro d’affari è incrementato del 20% a 192 milioni di dollari e i profitti hanno totalizzato 18,4 milioni (15,9 milioni, nell’analogo periodo del 2010).
e.f.
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