Trimestre in chiaroscuro per Burberry

Non ha reagito bene il mercato ai risultati preliminari del trimestre della fashion house britannica Burberry: il titolo cede a Londra il 2,4%. Nel periodo conclusosi il 30 giugno i ricavi totali salgono dell’8% a cambi correnti (-4% a cambi costanti), ma l’andamento generale delle vendite comparabili appare sostanzalmente piatto. "Puntiamo comunque su una crescita sostenibile, grazie alla forza del brand", commenta il ceo Angela Ahrendts (nella foto, la donna di Burberry Prorsum).
Europa e Asia crescono a doppia cifra, trainate rispettivamente da Gran Bretagna e Corea, ma Stati Uniti e Spagna confermano le difficoltà determinate dalla crisi economica mondiale. In particolare, i ricavi generati dalle vendite retail progrediscono del 28% a cambi correnti (+12% a cambi costanti), ma quelli wholesale arretrano del 21% a cambi correnti (-28% a cambi costanti) e anche la voce “licensing” fa segnare un +12% a cambi correnti ma un -3% cambi costanti.
Angela Ahrendts, ceo di Burberry, parla di un anno iniziato in modo comunque positivo, considerato il persistere di una situazione di mercato sfavorevole. “Noi continuiamo nelle nostre strategie relativamente ai prodotti, alle regioni e ai canali di vendita, focalizzandoci nel contempo sul contenimento dei costi di gestione – puntualizza la manager -. La forza del nostro brand, la qualità del design dei nostri articoli e i continui passi avanti per portare in casa la produzione ci collocano in una situazione ottimale per realizzare una crescita sostenibile a lungo termine”.
e.a.
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