Trimestre in flessione per Safilo, che ora scommette su Polaroid

La debolezza dei mercati europei e il calo dei volumi di vendita legato alla progressiva uscita di Armani dal portafoglio licenze (l'accordo scadrà a dicembre) si fanno sentire sul primo trimestre di Safilo: i ricavi scendono del 4% a 288,7 milioni di euro, il risultato operativo diminuisce del 26,4% a 23,1 milioni e l'utile si riduce del 34,9% a 12 milioni.
"Questi risultati sono coerenti con le nostre aspettative sul fronte sia delle vendite, sia del risultato operativo - ha commentato l'a.d. Roberto Vedovotto -. La solidità del portafoglio marchi, nel segmento high-end come in quello fashion e diffusion, ci ha consentito di consolidare e in alcuni casi rafforzare le posizioni competitive, dimostrando l'efficacia delle nostre azioni distributive e dell'offerta di prodotto". "Nel trimestre - ha aggiunto - abbiamo inoltre proseguito lo sviluppo globale di Carrera e introdotto, su scala mondiale, le nuove collezioni firmate Céline. L'acquisizione del marchio Polaroid è un elemento chiave nell'ambito della nostra strategia e siamo entusiasti delle opportunità che potremo cogliere". "Guardiamo con grande fiducia i progetti che stiamo implementando - ha concluso - e siamo convinti di poter raggiungere gli obiettivi di medio e lungo termine che ci permetteranno di affrontare con decisione le sfide che il mercato ci propone".
A livello geografico il gruppo di Padova ha registrato una buona performance nel mercato nordamericano, dove è in atto anche un piano di efficientamento del network retail. Trend positivo in Asia, dove Safilo si sta rafforzando anche nei segmenti fashion e diffusion. Difficoltà, al contrario, in Europa e non solo sul mercato interno, ma anche in aree quali Spagna, Portogallo e Grecia. Fa ben sperare la Russia, dove la società ha messo a segno una crescita a doppia cifra del fatturato.
e.f.
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