Trimestre in perdita per Aeffe, flessione a doppia cifra del fatturato

Una perdita netta di 0,3 milioni di euro (rispetto al precedente utile di 6 milioni) e un fatturato in flessione del 20%, a quota 72,3 milioni. Il primo trimestre dell’anno di Aeffe sconta fortemente le incertezze congiunturali (in calo tutti i mercati), mentre il gruppo ha intrapreso azioni che ridurranno i costi operativi di circa 10 milioni entro il 2010.
Nessuna nota positiva sui conti dell’azienda di San Giovanni in Marignano (Rn), il cui ebitda è passato da 16 milioni del primo quarter 2008 a 3,8 milioni (-76%), mentre l’indebitamento finanziario netto, alla fine del primo trimestre 2009, è salito a 81,2 milioni (dai 66,8 milioni al 31 dicembre 2008). Il giro d’affari della divisione prêt-à-porter è sceso del 18% a 57,9 milioni, quello di calzature e pelletteria del 24% a 18,3 milioni. A livello distributivo, le vendite in Italia, primo mercato per i prodotti griffati della società quotata a Piazza Affari, sono arretrate del 19,5%, in Europa del 18,9%, in Russia del 33,5%, negli Stati Uniti del 25,7%. Sempre a cambi correnti, segno meno anche per Giappone (-2,6%) e per l’area resto del mondo (-19%). Nel primi tre mesi dell’anno si sono registrate numerose riduzioni di ordini, soprattutto da parte dei buyer americani, oltre che cancellazioni di ordini da parte dell’azienda stessa, principalmente nei confronti di clienti dell’Est Europa, quando i rischi di future insolvenze erano particolarmente elevati.
“Stiamo lavorando con l’obiettivo di agire sia a livello di fatturato, sia di riduzione dei costi operativi, mantenendo però intatte le strutture di ricerca e sviluppo, per cogliere le opportunità che si creeranno in questo contesto di mercato”, ha dichiarato Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe, illustrando gli sforzi congiunti della famiglia e del management per affrontare la delicata situazione congiunturale. In questo scenario, “le nostre collezioni - ha aggiunto - sono state studiate per proporre capi con un posizionamento di prezzo e un’occasione d’uso maggiormente in linea con le nuove tendenze del mercato. Abbiamo anche agito sulla forza lavoro, razionalizzando l’organico (vedi fashionmagazine.it del 9 aprile scorso) e dismesso alcune linee minori. Infine, stiamo valutando delle opzioni per razionalizzare il nostro canale retail. Tutto questo ci porterà a dei risparmi di costi operativi di circa 10 milioni di euro nel 2010”. Anno cui Ferretti guarda con rinnovata fiducia, prospettando “timidi segnali di ripresa”, che potrebbero concretizzarsi con gli ordinativi della prossima primavera-estate.
d.p.
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