Tumi: dall’America all’Italia il passo è breve

All’indomani della firma di una partnership con Ducati per una collezione dedicata agli appassionati delle due ruote, l’azienda americana Tumi punta a espandersi in Italia, forte di un fatturato di 300 milioni di dollari e di una focalizzazione sulla valigeria di lusso.
La creazione della linea realizzata con Ducati (grazie a un accordo di licenza triennale) è solo una delle operazioni messe a punto dalla società americana, che vanta un fatturato annuo di 300 milioni di dollari: fa parte, infatti, di un progetto strategico articolato.
“Un piano forte di investimenti consistenti - conferma Laurence Franklin, presidente e amministratore delegato - grazie al quale intendiamo veder crescere l’importanza del mercato italiano, che oggi rappresenta l’1,5% circa del nostro giro d’affari. L’obiettivo è arrivare al 2 o, ancora meglio, al 3%”. “Punteremo prima di tutto sulla strutturazione della rete distributiva – prosegue Franklin - attraverso l’apertura di flagship store monomarca, spazi nei maggiori aeroporti, shop in shop in grandi magazzini, corner in boutique, negozi specializzati, sempre selezionatissimi. Vorremmo arrivare a un totale di 75 vetrine”.
Il cliente Tumi deve poter trovare con facilità anche nel nostro Paese tutti i prodotti del marchio e contare su un accurato servizio post-vendita. Il primo step è stata la creazione di una base operativa in loco, la showroom/ufficio di Milano in via Ponte Vetero. Il prossimo sarà l’inaugurazione di due boutique: la prima a Roma in settembre, alla quale seguiranno quella di Milano - dove Tumi è già presente all’interno de La Rinascente e nello specialty store Pellux - e punti vendita negli aeroporti, a Roma, Milano e molto probabilmente a Firenze e Bologna.
l.sc.
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