Un 2009 da dimenticare per l’industria del mobile: la ripresa non prima del 2014

"La ripresa piena non si avrà prima del 2014: il che non significa che abbiamo tempo sufficiente e che possiamo rilassarci", ha affermato Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo, in occasione della recente assemblea generale della federazione a Venezia. Alle spalle, un 2009 con cali a doppia cifra per il comparto.
“In questi 12 mesi, e ancora più significativamente negli ultimi 30 giorni, tutto è cambiato: è come se, sul finire di quella che io ho definito la terza guerra mondiale (la guerra dell’economia, della finanza, la guerra globale) fosse in questo ultimo mese scoppiata l’atomica, cancellando tutto - ha sottolineato Messina, a capo dell’associazione che raggruppa l’intera filiera del legno-arredamento italiano -. Questo ultimo mese ha cambiato il mondo. Sono emersi i problemi reali di tutti i Paesi. Abbiamo tutti gli stessi problemi”. Il presidente ha identificato nell’essere “rete di sistema” il punto di forza della filiera, che deve affrontare il futuro guardando a nuovi mercati (India, Cina e Sudamerica fra questi) per essere conquistatrice, colonizzatrice di nuovi spazi di consumo.
Nell’annus horribilis appena concluso (vedi news del 12 aprile 2010), il fatturato di questo importante segmento dell’economia italiana ha perso quasi 7 miliardi di euro, passando da 39,7 a 32,4 miliardi di euro (-18,2%). In flessione l’export (-21,9%, a 10,9 miliardi) e il saldo attivo della bilancia commerciale (-24%, a circa 6 miliardi); contrazione più contenuta invece per numero di imprese, diminuite del 2,4% sul 2008 e, per addetti, in calo del 3,1%.
Sulle prospettive future del settore regna l’incertezza. Per i prossimi mesi le indicazioni che provengono dai monitoraggi congiunturali dell’ufficio studi Cosmit/FederlegnoArredo sono ancora fortemente contraddittorie: l’indice Istat di produzione industriale per l’universo del mobile evidenzia ancora -2,2%, mentre per la divisione del legno e prodotti derivati il segno meno risulta pari all’8,3%. L’export, comunque, nei primi tre mesi dell’anno ha recuperato il 3,4% rispetto all’analogo periodo del 2008. Sul fronte ordinativi, inoltre, da un’indagine che ha coinvolto circa 400 aziende è emerso che il 40% di queste ritiene probabile una stazionarietà, mentre un altro 42% pensa a un possibile aumento: nel complesso, ci si attende nei prossimi mesi un miglioramento soprattutto della domanda estera.
d.p.
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