Unioncamere-Assocamerestero: con la Russia l’export made in Italy crescerà ancora

Malgrado le notizie preoccupanti che giungono da ogni parte del mondo, secondo un’indagine di Unioncamere-Assocamerestero sull’andamento dell’export italiano nei primi tre mesi di quest’anno, il made in Italy continuerà a segnare un andamento positivo sui mercati internazionali. Ancora in crescita, secondo l’analisi, il mercato russo, cui Fashion dedica un numero speciale in edizione bilingue italiano-cirillico, in uscita il 6 febbraio, distribuito ai saloni della moda moscoviti. “A sostenere l’export dei nostri prodotti di punta saranno principalmente i Paesi petroliferi e le economie emergenti, la cui domanda tenderà a contrastare il rallentamento delle vendite verso quelli industrializzati - spiega un comunicato dello scorso 5 gennaio -. Sistema moda, mobili, agroalimentare, meccanica ed elettronica si configurano in particolare tra i comparti con le dinamiche più positive”. Per il fashion system, secondo le previsioni di Unioncamere-Assocamerestero, sarà la Russia a far registrare nei primi tre mesi del 2009 il dato più rilevante in termini di velocità di crescita delle importazioni dalla nostra penisola. “In valore assoluto, fermo restando il primato della Germania quale principale mercato di sbocco delle nostre merci - prosegue la nota - il mercato russo si avvia così a scalzare gli Stati Uniti dalla seconda posizione della classifica, stabilmente occupata fino alla fine del 2008”. Verso Mosca, l’indagine di Unioncamere-Assocamerestero stima per il primo trimestre 2009 “un incremento delle esportazioni del 32% rispetto all’analogo periodo del 2008, pari a un aumento del dato medio mensile, che passa dai 213 milioni di euro fatturati dall’Italia lo scorso anno ai 281 milioni attesi per il periodo gennaio-marzo 2009”. Proseguirebbe quindi il trend di crescita che ha caratterizzato il nostro export di tessile-abbigliamento-calzature in Russia a partire dal 2004, “portando questo mercato ad accrescere la propria quota tra le principali destinazioni dei prodotti italiani del comparto di 14 punti percentuali (dal 10% del 2004 al 24%, stima chiusura del 2008)”. Alle prospettive della moda made in Italy nell’area ex-sovietica Fashion dedica un numero speciale, in edizione bilingue italiano-cirillico, in uscita il 6 febbraio, che sarà distribuito ai saloni della moda moscoviti e a una mailing di boutique russe, con approfondimenti sulla situazione economica del Paese, interviste a importanti buyer non solo russi, ma anche ucraini e uzbeki e analisi delle strategie messe in atto dalla aziende italiane per rafforzare le proprie posizioni in questi importanti mercati. Tornando all’analisi di Unioncamere-Assocamerestero, saranno invece di segno negativo nel trimestre considerato le vendite di moda italiana in Germania e Stati Uniti, a conferma del processo di erosione delle nostre quote export in questi mercati: “I valori medi mensili attesi nel primo trimestre del 2009 verso questi due Paesi di sbocco si attestano - conclude il comunicato - su livelli inferiori a quelli registrati nel 2004: circa 220 milioni di euro contro i 282 milioni del primo trimestre 2004 per gli Stati Uniti e circa 319 milioni di euro contro 431 milioni per la Germania”. c.mo.
stats