Unipro: battuta d’arresto per i cosmetici

Dopo anni di crescita anche a doppia cifra, compare il segno meno anche nel business della cosmesi: in base all’andamento dei primi sei mesi, si stima per il 2009 una contrazione del fatturato del 2,5%, per un valore prossimo agli 8,1 miliardi di euro, rispetto agli 8,272 miliardi del 2008.
Secondo l’indagine congiunturale del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro, che ha presentato i preconsuntivi del primo semestre e le previsioni per il secondo, la flessione è condizionata dal rallentamento del mercato interno (-1,9%, per un valore prossimo ai 9 miliardi di euro) e soprattutto delle esportazioni, con un calo atteso del 4,5%.
“A livello internazionale - ha commentato Fabio Franchina, riconfermato alla presidenza di Unipro - pesano i forti condizionamenti sui consumi per effetto della crisi finanziaria, che non ha ancora abbandonato la maggior parte delle economie mondiali”.
Sul territorio nazionale, invece, i consumi di cosmetici sono influenzati da una propensione al consumo più cauta, anche se sicuramente incapace di rinunciare del tutto all’uso di prodotti per l’igiene e la bellezza personale, divenuto ormai quotidiano.
L’andamento dei singoli canali è disomogeneo: se da un lato proseguono i trend positivi del consumo nei primi sei mesi dell’anno del canale farmacia (+3%) e dell’erboristeria (+2%), sono calate le frequentazioni nei saloni professionali (acconciatura -7,1% ed estetica -4%).
Tiene, invece, la grande distribuzione organizzata, con un valore di mercato che quest’anno dovrebbe raggiungere i 3,6 miliardi di euro, ma diminuisce la domanda di profumeria, che si attesta al -3% nel periodo gennaio-giugno.
m.g.
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