Utili in calo, ricavi in ascesa per Nike

Nike, che ha appena varato un piano di buy back da 5 miliardi di dollari, ha concluso il primo quarter fiscale con utili per 510 milioni di dollari, in flessione del 10% rispetto all'analogo periodo del precedente esercizio (che, tuttavia, teneva conto di benefici fiscali per oltre 100 milioni di dollari). In rialzo del 17% i ricavi del gruppo dello sportswear.
Le vendite quarterly sono, infatti, passate da 4,66 a 5,43 miliardi di dollari, dove il dollaro debole, da solo, ha consentito un progresso del 7%. Infatti, se negli Usa l'incremento è stato dell'8%, in Europa si è trattato di un +20%. Nell'area Asia-Pacifico, Nike ha messo a segno un +36% e nelle Americhe un +26%.
Quanto agli ordini di abbigliamento e calzature sportive con consegna fra il mese in corso e il gennaio 2009, Nike anticipa che il valore ammonta a 6,8 miliardi di dollari: il 10% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso fiscal year. Si tratta di una crescita che risente meno dell'effetto tassi di cambio e che è sostenuta dalla domanda nelle Americhe e Asia-Pacifico (+27%), piuttosto che da Europa (+4%) e Stati Uniti (+3%).
Dimostrando di credere nel proprio business, il colosso americano ha recentemente annunciato un piano quadriennale di riacquisto di azioni proprie per 5 miliardi di dollari. “Il programma di buy back - ha dichiarato il presidente e ceo Mark Parker - dimostra che continuiamo a confidare nelle prospettive di crescita di lungo periodo di Nike e nella sua solidità finanziaria”. Attualmente la società ha in cassaforte oltre 490 milioni di azioni proprie.
e.f.
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