Valentino: Alessandra Facchinetti interpreta in chiave poetica la lezione del couturier

Non una grande sala del Carrousel du Louvre, ma l'atmosfera più raccolta del Palais de Chaillot per l'atteso debutto in passerella della donna Valentino secondo il nuovo direttore creativo Alessandra Facchinetti, che a Parigi ha puntato su un'immagine femminile poetica, colta e non senza una vena di romanticismo. Commenti a caldo dal parterre (in prima fila, tra gli altri, Giancarlo Giammetti e Winona Ryder) e dalla stilista.
Accantonata qualunque velleità di show off, Alessandra Facchinetti ha delineato uno stile pulito e prezioso, dove anche lo storico "rosso Valentino" scopre una nuance meno brillante e più smorzata. In pedana abiti e capispalla all'insegna di un "rigore morbido", con forme preferibilmente a uovo o a sacchetto per le gonne e a campana per i capispalla, all'insegna della massima cura dei dettagli: giochi di micro-ruche traforate ad animare corpetti e scolli, minuscole pieghe "a pagina di libro" a movimentare i modelli da sera, doppie allacciature con un vago sapore militare e cinture con chiusura metallica a fiocco.
Ad applaudire la fashion designer - che, diversamente dal suo predecessore, non ha percorso la passerella ma si è limitata a un rapido saluto, stagliandosi con la sua figura esile ed elegante sullo sfondo bianco della sala - le attrici Winona Ryder e Rebecca Romijn, Marisa Berenson, la showgirl Simona Ventura, il padre di Alessandra Roby (cantante dei Pooh) e il fratello Francesco (meglio noto come Dj Francesco), ma anche un attento e imperturbabile Giancarlo Giammetti.
Il socio storico di Valentino Garavani ha dichiarato di apprezzare questa collezione, "anche se si tratta di un'eredità difficile". Stefano Sassi, ceo di Valentino SpA, ha insistito sul grande lavoro svolto da Alessandra Facchinetti sui particolari, ma anche su un prodotto "destinato a una interlocutrice intelligente e sofisticata - ha detto a fashionmagazine.it - e non semplicemente al red carpet".
Sassi ha rivelato di avere in cantiere diversi progetti sulla griffe: probabilmente un profumo entro fine anno, un orologio e un'espansione retail importante, "che dovrebbe portare il numero di monomarca a crescere al ritmo di otto-dieci opening l'anno, fino ad arrivare a quota 100, dagli attuali 60". Ambiziosi gli obiettivi di fatturato, che "potrebbe raddoppiare in tre, quattro o cinque anni, in base all'andamento generale del mercato".
Quanto a Gianluca Andena (partner di Permira Associati, nella cui orbita gravitano sia Valentino che Hugo Boss) ha ribadito che la linea ora affidata ad Alessandra Facchinetti, "ha un appeal fortissimo, da sviluppare ulteriormente soprattutto nella parte daywear, con una decisa connotazione 'lusso' ma con prezzi più accessibili".
Raggiunta nel backstage, la stilista ha confidato di avere tratto ispirazione soprattutto dal primo Valentino, quello di gusto più "clean". "Il momento più difficile è stato l'inizio - ha rivelato - quando ho preso la matita in mano. La cosa che più mi accomuna al Maestro? La cura verso ogni singolo pezzo".
Intorno a lei una folla di giornalisti, amici e vip. "Ho apprezzato l'alchimia fra tradizione e innovazione", ha detto la statuaria attrice americana Rebecca Romijn, mentre una celebrità di casa nostra, Simona Ventura, ha lodato "questo ottimo lavoro fatto in punta di piedi, in un'ottica low profile ma molto interessante. Alessandra è una donna, è italiana e bisogna andarne orgogliosi". "Un unico appunto - ha concluso -. Non potrebbe in futuro pensare abiti non solo per le magrissime?".
Mentre sul fronte dei buyer, Rosi Biffi, titolare della boutique Biffi di Milano, ha dichiarato a fashionmagazine.it: "Alessandra Facchinetti non ha tradito lo stile della maison ma al tempo stesso ha messo molto di sé in questa collezione". "Particolarmente belli - ha aggiunto - mi sono sembrati gli abiti da sera e i cappotti".
a.b. e c.mo.
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