Valentino Fashion Group continua a crescere: nel primo trimestre 2006 ricavi a +13,5%

"I tassi di crescita del 2005 continueranno anche nel 2006" ha detto oggi Antonio Favrin, presidente di Vfg, durante l’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio 2005 e il pagamento di un dividendo di 0,50 euro ad azione per un valore di 37 milioni di euro. Il primo trimestre del gruppo si è chiuso con un incremento sia dei ricavi (+13,5%), sia dell’utile netto (+22%).
L’aumento dei ricavi, che nei primi tre mesi dell’attuale bilancio si sono attestati a quota 588,5 milioni di euro contro i 518,3 milioni di euro pro-forma dello scorso anno, è la risultante del positivo andamento di tutti i marchi. In primis Hugo Boss, le cui vendite sono salite del 13,1%, seguito da Valentino, che ha visto il giro d’affari balzare del 19,8%, e poi da Marlboro Classic e altri brand (+11,7%). "Avere un’ampia offerta di prodotti e detenere il controllo dell’intera catena a livello mondiale - ha commentato Favrin - ci ha permesso di raggiungere risultati ragguardevoli, con tassi di sviluppo superiori alla media di mercato. Questo significa che stiamo acquisendo nuove quote, grazie al buon andamento del womenswear, degli accessori, della linea giovani e del retail".
E su quest’ultimo punto Valentino Fashion Group sta puntando molto con un piano che vede l’opening per il 2006 di una cinquantina di punti vendita diretta Hugo Boss, per un investimento compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro, l’inaugurazione nei prossimi due anni di 30 monomarca Valentino (15 in franchising e 15 a conduzione diretta) per 25 milioni di euro e l’avvio di 50 shop in shop Marlboro Classic per una spesa di 4 milioni di euro. Il fatturato realizzato dai punti vendita di proprietà (pari all’11,5% dei ricavi totali) nel primo trimestre ha mostrato un progresso del 35%, evidenziando un tasso di sviluppo superiore agli altri canali distributivi.
L’ebit del gruppo è ammontato a 103 milioni di euro, con un incremento del 16,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005 (88,3 milioni), mentre l’utile netto consolidato, comprensivo delle minoranze azionarie, è salito a quota 71,1 milioni di euro, mettendo a segno un aumento del 22%. "Questi esiti - ha continuato il presidente Favrin, che ha anche dichiarato di guardare con molta attenzione alle opportunità che sicuramente si presenteranno sul fronte acquisizioni - sono il frutto di un forte programma di investimenti. Nel 2005 abbiamo speso 200 milioni di euro in comunicazione, più del 10% del fatturato, 47 milioni di euro in ricerca e sviluppo e 30 milioni di euro in Information Technology all’anno, per un totale di circa 100 milioni di euro in tre anni".
Se i Paesi europei rappresentano il mercato principale con 231,2 milioni di euro, l’America e l’Asia hanno evidenziato le performance migliori con aumenti dei ricavi rispettivamente del 23,3% e 16,3%. "La Cina sarà uno dei big player del futuro - ha specificato il presidente -. Vogliamo entrarci in modo stabile e non con la tattica ‘mordi e fuggi’, cogliendo solo l’opportunità del momento".
v.s.
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