Valeria Fedeli resta alla guida dei sindacati europei del tessile

Valeria Fedeli è stata riconfermata, fino al 2015, alla presidenza della federazione sindacale europea del tessile. Il terzo mandato arriva poco dopo la nomina di Fedeli a vicesegretaria generale di Filctem, neocostituita federazione che riunisce i lavoratori chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture.
Il segretario generale della nuova aggregazione, nata in aprile con il 12esimo congresso nazionale Filtea Cgil di Pesaro, è Alberto Morselli.
La nomina europea di Fedeli è avvenuta nel corso del quinto congresso della Etuf-Tcl (federazione sindacale europea dei lavoratori tessili-abbigliamento-cuoio-calzature, che conta oltre un milione di aderenti), conclusosi sabato scorso a Firenze.
“L'occupazione deve tornare a essere una priorità assoluta per l'Europa - ha detto in conferenza stampa Fedeli -. La finanza e l'economia devono essere rimesse al servizio dell'uomo e del pianeta”. Il presidente riconfermato ha fatto notare che la crisi globale è esplosa nel 2008, mentre il tessile-abbigliamento subiva gli effetti di un'altra impasse, indotta dall'apertura dei mercati mondiali, che aveva già fatto perdere un milione di posti di lavoro. “Nei nostri settori più che altrove - ha sostenuto Fedeli - occorrono regole di reciprocità, maggiore trasparenza ed etichettatura delle merci tali da aiutare i consumatori a scelte libere consapevoli”. “Alla Commissione europea - ha spiegato la dirigente sindacale - avevamo chiesto interventi per ottenere la reciprocità nelle regole commerciali e l'estensione dei diritti dei lavoratori ovunque nel mondo, ma questo non è purtroppo avvenuto”. “Dopo l'ultima crisi dei mercati finanziari seguita al caso Grecia - ha aggiunto - occorre una reazione seria, profonda e veloce. I lavoratori hanno bisogno di più Europa, non di meno Europa: rinchiudersi dentro i propri confini, anche per quegli Stati che sono più forti, con minor debito pubblico, sarebbe assolutamente miope e dannoso”. Secondo la federazione, per tutelare gli interessi dei cittadini e dei lavoratori europei, sono necessarie politiche economiche e sociali coordinate, di rigore, nel segno dell'equità e che sappiano proporre misure verso la crescita e lo sviluppo.
In questa fase, lo stesso sindacato si propone di operare “un cambio di passo”, dove le azioni di confronto e di negoziato locale e nazionale trovino una più ampia “cornice strategica” a livello europeo per essere forti ed efficaci. “Il futuro dell'Europa - ha concluso Fedeli - ha bisogno dell'industria, di un manifatturiero qualificato e internazionalizzato: anche per questo occorrono servizi alle imprese che le aiutino a uscire positivamente dalla crisi. In più è necessaria una nuova dimensione delle politiche contrattuali e delle relazioni industriali”.
e.f.
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