Valori in crescita per il settore pellicceria

In occasione dell’apertura dell’ottava edizione del Mifur (Salone internazionale della Pellicceria e della Pelle), in programma alla Fiera di Milano a partire da oggi fino a domenica 23, sono stati resi noti i dati del 16esimo "Osservatorio della pellicceria in Italia". Andamento positivo per il settore, che ha registrato nel 2002 un incremento del fatturato globale dell’11,3%.
Valori in controtendenza per il comparto pellicceria rispetto al trend generale dell’industria italiana e in particolare del settore dell’abbigliamento, il cui indice di produzione ha evidenziato nel 2002 una flessione dell’8,1%. Infatti - secondo l’elaborazione di Valderrama Ricerche su dati Istat e aziendali, attuata per conto dell’Associazione Italiana Pellicceria - il fatturato complessivo a prezzi di mercato della pellicceria made in Italy ha raggiunto lo scorso anno i 2.563 milioni di euro: una crescita significativa, dopo un anno di sostanziale stabilità e una stagione invernale, quella a cavallo tra il 2000 e il 2001, che si era conclusa con le performance più brillanti degli ultimi dieci anni.
Trainante il ruolo dell’export: per il terzo anno consecutivo il valore relativo alle esportazioni ha registrato infatti un incremento progressivo toccando, nel 2002, i 265,21 milioni di euro (+18,1%). L’area primaria di sbocco rimane in assoluto quella europea, dove si concretizza il 72,4% degli scambi commerciali. Crescita parallela anche per le importazioni, che nel 2002 hanno toccato quota 289 milioni di euro, l’11,7% in più rispetto all’anno precedente.
Tra le dinamiche interne al settore pellicceria sono inoltre da sottolineare due macro-tendenze: da un lato è proseguito, anche se a ritmo meno sostenuto, il progressivo allontanamento dalla logica di specializzazione, a favore di una maggiore diversificazione produttiva in settori eterogenei (nel 2002 è in effetti diminuito il numero di aziende che hanno diversificato l’attività, ma è aumentato il fatturato delle attività extrasettoriali). Dall’altro lato si è interrotto il processo di ridimensionamento delle strutture produttive: nel 2002 si sono contate 3.752 unità, pari allo 0,3% in più rispetto al 2001.
a.t.
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