Vendita della Roberto Cavalli: prima del 2009 non se ne riparla

I tempi per vendere la società non sono ancora maturi, secondo Roberto Cavalli, che per ora ha deciso di archiviare il progetto e afferma di non avere intenzione di riparlarne prima del 2009. Colpa della crisi della Borse e di "certe cifre" che i pretendenti non sono più disposti a sborsare.
C'è da dire anche che la Roberto Cavalli non ha al momento un impellente bisogno dell'ingresso di nuovi soci, come ha ribadito oggi il fondatore sulle pagine de Il Sole 24 Ore. Qual è dunque il programma attuale dell'azienda fiorentina? Risponde lo stesso Cavalli: “Diciamo che la maison è una bella auto, una Ferrari. Posso venderla così com'è oppure passare dal carrozziere e dal meccanico a farle dare un'aggiustatina prima di riparlarne”. E prosegue: “Oppure posso dare retta agli arabi: hanno tanti soldi e vorrebbero che mettessi il mio marchio ovunque, dagli hotel ai nightclub. Perché no?”.
L'advisor, lo ricordiamo, è Merrill Lynch. Da tempo circola inoltre una lista di possibili interessati (vedi fashionmagazine.it del 15 maggio) che nelle ultime fasi della raccolta delle offerte vincolanti si sarebbe ridotta, secondo il quotidiano economico-finanziario, a cinque pretendenti: Candover, Carlyle, Texas Pacific Group, Lion Capital e un ultimo compratore indicato genericamente da Cavalli, senza svelarne il nome. Materia del contendere sarebbe la valutazione della Roberto Cavalli: secondo lo stilista 1,4 miliardi di euro, pari a oltre 16 volte l'ebitda 2007 (84 milioni di euro), contro valutazioni attuali di imprese del lusso che tengono conto di multipli ben inferiori, tra 10 e 11.
e.f.
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