Versace: la cura dimagrante di Ferraris per tornare alla redditività nel 2011

Il Gruppo Versace ha annunciato oggi un piano di riorganizzazione aziendale che prevede tagli del personale (si punta alla riduzione di circa 350 posti di lavoro worldwide), una revisione della rete dei negozi diretti, una razionalizzazione dell'assetto organizzativo e un contingentamento degli investimenti in conto capitale per il 2010.
Come riferiscono i portavoce della griffe, i dipendenti passeranno da poco più di 1.300 a circa un migliaio, "sugli stessi livelli del 2006, senza comunque incidere sulla qualità del prodotto: andremo più che altro a razionalizzare e centralizzare le strutture logistiche, operative e di information technology".
"L'andamento delle vendite - commenta l'amministratore delegato, Gian Giacomo Ferraris - ha risentito della crisi finanziaria globale. Nessuna realtà può permettersi il protrarsi di una situazione come questa, soprattutto considerato che per il 2010 non si delinea una ripresa del settore".
Le stime sul fatturato 2009 della casa della Medusa - dopo un 2008 chiuso a quota 336,3 milioni di euro, in aumento dell'8,3% rispetto al 2007 - parlano di poco più di 270 milioni di euro, con una perdita operativa di circa 30 milioni di euro. Un nodo cruciale è la distribuzione: la chiusura temporanea dei monomarca giapponesi (vedi fashionmagazine.it del 7 ottobre) è stata il primo passo di un processo di rivalutazione del network retail esistente, con l'obiettivo di privilegiare le location più profittevoli.
Del resto, come fa notare Ferraris, si tratta di manovre necessarie "per garantirci una solida piattaforma su cui riprendere la crescita". "Non dobbiamo dimenticare che Versace è uno dei marchi più forti a livello mondiale nell'industria della moda di lusso - conclude - e che è sinonimo di creatività, come ha confermato la reazione di stampa e buyer alla sfilata primavera-estate 2010 presentata da Donatella all'ultima settimana del prêt-à-porter di Milano".
a.b.
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