Versace va in rosso ma prepara un piano di rilancio senza partner

Di pochi giorni fa l’annuncio che Leonardo Del Vecchio entrerà nel cda della Gianni Versace. La news ha portato molti a pensare che il patron di Luxottica fosse prossimo a un ingresso nell’azionariato della Casa di moda, ma i fratelli Versace non ne sono così convinti. In ogni caso, l’ipotesi resta lecita, visto che il 2002 non ha brillato in termini di performance.
Il recente accordo decennale con Luxottica (orfana della scaduta licenza Armani), per sviluppare, produrre e distribuire gli occhiali griffati Versace e Versus (vedi fashionmagazine.it del 15 gennaio) sembra abbia portato un po’ di ossigeno nei conti del gruppo (25 milioni di euro come diritto di opzione per il contratto di licenza). Tuttavia, in base a quanto riportato oggi dalla stampa finanziaria specializzata, questo non ha impedito di chiudere il bilancio con una perdita netta di 5,8 milioni di euro, dall’utile di 7,3 milioni dell’anno precedente.
Il fatturato consolidato della maison della Medusa è sceso a 482,8 milioni di euro, in calo del 5,4%. Il margine operativo lordo si è ridotto a 39,8 milioni (-17,1%), mentre il risultato operativo è diminuito a 13,4 milioni (-27,6%). In aumento, invece, l’indebitamento finanziario netto che si è attestato a 129,9 milioni, dai precedenti 100,6 milioni (per i prossimi 12 mesi il gruppo ha stimato un risparmio di costi di circa 50 milioni di euro).
In base a quanto dichiarato dai fratelli Versace in un’intervista al Sole 24 Ore, per l’estate la maison attiverà un piano di ristrutturazione e rilancio che consentirà di cogliere le prossime opportunità di mercato. Gli aspetti strategico-organizzativi saranno predisposti dalla A&G Management Consulting, il cui a.d., Fabio Massimo Cacciatori, è nel board della Versace. La Hammonds Rossotto si occuperà invece di accordi strategici e corporate governance.
I programmi futuri della Gianni Versace, che si dichiara “in grado di poter marciare da sola”, contemplano un migliore posizionamento delle varie line di prodotto, la ridefinizione dei processi di business anche attraverso una nuova organizzazione aziendale, lo snellimento dei flussi produttivi e il potenziamento della logistica.
Sul fronte della distribuzione, l’obiettivo è quello di razionalizzare la catena dei 120 negozi diretti e contemporaneamente di sviluppare il franchising e il multimarca selettivo. A proposito dell’affiliazione, nei prossimi tre anni 15 nuovi opening interesseranno il mercato cinese, dove la griffe è già presente con le boutique di Wenzhou e Harbin.
e.f.
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