Vf migliora le stime annuali, dopo gli utili trimestrali record

Vf Corporation (nella foto, il chairman e ceo Eric C. Wiseman) ha archiviato il primo trimestre con un incremento dei ricavi dell'1,4% a 1,75 miliardi di dollari. Più incoraggianti gli utili, saliti del 62% a 163,5 milioni, dopo il taglio dei costi e lo smaltimento delle rimanenze: si tratta di un valore record, come spiegano dal gruppo americano del casualwear e jeanswear, che consente di rivedere al rialzo le stime di chiusura del 2010.
Il business “outodoor & action sports”, cui fanno capo marchi come Vans, Napapijri, Kipling e The North Face, ha realizzato un +10% delle vendite nei tre mesi. La decisione di uscire dal mass market in Europa e le deludenti performance negli Usa hanno invece penalizzato il jeanswear (Wrangler e Lee, per citare alcuni brand), che globalmente ha accusato un -7% (ma con un +40% in Asia). Cali meno consistenti hanno interessato lo sportswear (-1,3%), cui fanno capo linee come Nautica, mentre l'area “contemporary brands”, che tra le etichette conta 7 for All Mankind e John Varvatos, è cresciuta del 16%, grazie anche alle new entry in portafoglio (Ella Moss e Splendid).
Visto che il quarter si è rivelato migliore delle attese, il management ha deciso di aumentare gli investimenti 2010 di altri 35 milioni di dollari, portandoli a un totale di 85 milioni: saranno focalizzati soprattutto sui marchi The North Face e Vans, oltre che sullo sviluppo di alcuni brand in Cina.
Per la fine dell'esercizio le previsioni sul turnover sono passate da un incremento tra il 2 e il 3% a uno tra il 3 e il 4%, che dovrebbe essere trainato dalla unit “outodoor & action sports” ma anche dal mercato asiatico (+25%, nelle stime). L'utile per azione atteso non è più tra 5,60 e 5,70 dollari ma vicino a 5,9 dollari, in aumento del 14% rispetto al 2009 (al netto di oneri straordinari).
e.f.
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