Vuitton ed H&M best global brand della moda secondo un'indagine di Millward Brown Optimor

Nella classifica 2009 dei 100 global brand che valgono di più nel mondo stilata da Millward Brown Optimor, Louis Vuitton è il primo nella categoria luxury: il marchio francese è valutato 19,4 miliardi di dollari, cifra in aumento del 5% rispetto al 2008. Nel segmento apparel va in testa il brand della catena svedese low price H&M, che secondo la società multinazionale di ricerche vale 12 miliardi di dollari (+8% rispetto a un anno prima).
Nel comparto luxury, come emerge dall'analisi, alcuni marchi hanno registrato un incremento del proprio valore a doppia cifra. Come il secondo in elenco, Hermès (7,9 miliardi di dollari, +13%), seguito da Gucci (7,5 miliardi, +15%). Rolex, al quinto posto, con 5,5 miliardi di brand value ha addirittura segnato un +35%. La griffe Chanel si colloca quarta ma, a 6,2 miliardi, accusa un -3%. Nella top ten anche gli italiani Fendi e Prada valutati rispettivamente 3,5 e 2,7 miliardi di dollari: il primo sale del 5%, il secondo resta sui livelli del 2008. Nonostante la crisi, l'intera categoria del lusso ha messo a segno un +10% lo scorso anno grazie alla domanda della Cina e di altri mercati in via di sviluppo. Tra i requisiti per resistere meglio alla rececessione, l'essere sinonimo di classico e di “timeless”.
Nell'abbigliamento, invece, l'unica altra label oltre a H&M che incrementa la propria valutazione è Adidas (4,9 miliardi di dollari, +2%). Nike, al secondo posto con circa 12 miliardi di dollari di valore, segna un -2%. La segue Zara, che a 8,6 miliardi cede solo l'1%, grazie anche al suo modello produttivo just-in-time. Sempre tra i primi dieci, la riduzione di valore più importante è quella di Next (-39% a 1,7 miliardi) e di Ralph Lauren (-20% a 3 miliardi): come spiegano gli esperti di Millward Brown Optimor, anche i marchi più esclusivi sono stati costretti ad agire sui prezzi per attrarre i consumatori.
I 100 most valuable global brand, che spaziano in 17 settori e sono relativi sia al comparto consumer che al B2B, sono stati scelti tenendo conto dei risultati finanziari ma anche sulla base di oltre un milione di interviste ai consumatori nel mondo.
e.f.
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