Womenswear made in Italy: l'export si riconferma in crescita

Nel periodo che va da gennaio a ottobre 2007 le esportazioni di moda femminile made in Italy hanno realizzato una crescita del 10,7%, attestandosi a 6,14 miliardi di euro, il 51% dei quali riconducibili all'Europa a 27. Come emerge dai dati Smi, la Russia scala la classifica e diventa il secondo maggiore buyer dietro la Francia, scalzando clienti storici come Germania e Usa.
L'export verso l'ex Unione Sovietica realizza inoltre un tasso di crescita del 34,5% rispetto ai primi 10 mesi del 2006, mentre la Francia si ferma a un +4,2% soltanto. In declino la domanda da parte del mercato tedesco, che accusa un -5,1%, mentre gli Usa, nonostante il dollaro debole, segnano un +10,5%. Nella top ten anche Spagna e Giappone, con la differenza che se la prima ha acquistato l'8,9% in più, il secondo ha incrementato la sua quota di un debole 0,7%. Sempre tra i primi 10 Paesi, particolarmente dinamico il blocco Hong Kong e Cina, cui si deve un +29,8%.
I risultati a 10 mesi mostrano inoltre un incremento dell'import del 5% a 3,49 miliardi di euro, in attenuazione, dove i Paesi extracomunitari rappresentano il 57,5% dei fornitori. La Cina guida la lista con un +8,7% e una quota di oltre un quarto del totale, mentre la Romania, al secondo posto in valore, arretra del 14,9%. Come fanno notare da Smi, solo i Paesi del Mediterraneo come Tunisia, Turchia e Marocco hanno retto la concorrenza cinese.
La bilancia commerciale della moda femminile italiana è risultata positiva per 2,6 miliardi di euro.
e.f.
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