Zara e Rinascente: doppio sciopero sabato scorso a Milano

Due scioperi, indetti in concomitanza lo scorso sabato 7 giugno, hanno mobilitato il centro di Milano, richiamando l’attenzione su problemi che riguardano gestione e scelte aziendali di importanti negozi. I dipendenti di Zara in corso Vittorio Emanuele a Milano hanno aderito alla mobilitazione organizzata dalla Cgil per chiedere un meeting urgente con la dirigenza aziendale. Parallelamente, sono scesi in piazza i dipendenti del Gruppo Rinascente.
Zara non ha rilasciato dichiarazioni, ma ha comunicato che i sindacati e i vertici della filiale italiana si riuniranno mercoledì 11. All’ordine del giorno le problematiche sollevate dal personale, vale a dire turni troppo rigidi, errori nel conteggio degli straordinari, ostilità dei responsabili e alto tasso di precarietà. Si tratta del primo sciopero indetto in un punto vendita italiano del gruppo spagnolo Inditex, fondato dall’imprenditore Amancio Ortega, l’uomo più ricco di Spagna, cui si deve la creazione dell’impero Zara: dal nulla a 1.425 negozi in tutto il mondo di cui 81 nella Penisola.
Manifestazione nazionale invece per la Rinascente. I lavoratori dello storico retailer hanno incrociato le braccia per tutto il turno di lavoro, riunendosi in piazza Duomo. Delegazioni provenienti da tutto il Paese hanno sollevato la protesta contro i vertici aziendali, colpevoli di aver presentato nel 2005 (anno in cui il Gruppo è passato da Ifil Agnelli-Auchan alla cordata Investitori associati, Borletti, Pirelli Real Estate e Deutsche Bank) un progetto di rilancio e di investimenti che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbe stato disatteso. Il piano prevedeva il trasferimento di alcune filiali in sedi di maggiori dimensioni e le aperture di Bologna, Venezia e Messina. Di fatto, però, nessuno di questi negozi è stato finora aperto, mentre sono stati chiusi quelli di Bergamo, Grugliasco, Bari e, entro il 31 dicembre 2008, è prevista la chiusura anche della Rinascente di Napoli. Problemi occupazionali e legati alle politiche commerciali per discutere e risolvere i quali è stato chiesto un incontro ai Ministeri dell’Industria e del Lavoro. L’obiettivo è di riuscire ad avviare al più presto un tavolo di confronto sul futuro di uno dei marchi più prestigiosi del nostro Paese.
e.b.
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