Zegna su ok della Ce all'etichetta d’origine: "Un passo in avanti, ma non definitivo"

La Commissione europea ha varato la proposta di regolamento sull'etichettatura obbligatoria delle merci importate dai Paesi extraeuropei, tessile-abbigliamento compreso. "L’impegno adesso - ha commentato Paolo Zegna, presidente della Federazione Smi-Ati - è di continuare a lavorare per arrivare all’approvazione definitiva da parte dei governi Ue".
Il regolamento, infatti, è ora sottoposto al vaglio e all’approvazione del Comitato dei rappresentanti permanenti e, di seguito, all’ok del Consiglio dei ministri dell’Unione europea. Solo dopo questo iter, l’indicazione di provenienza sarà obbligatoria (secondo alcuni, non sarà prima del 2007). 1.
“Si tratta di un importante, anche se non definitivo, passo avanti - ha dichiarato Zegna - dovuto al lavoro di squadra, che ci ha visto impegnati nel tessere le necessarie alleanze a livello europeo, con il governo, in particolare con il vice Ministro per il Commercio con l’estero Adolfo Urso, e con le associazioni imprenditoriali e i sindacati”. “La richiesta di introduzione del marchio di origine per tutte le merci importate in Ue - ha spiegato - è da mesi all’ordine del giorno delle azioni che il sistema tessile-abbigliamento-moda italiano ha esercitato, con l’obiettivo di arrivare, al più presto, alla tutela del diritto a una libera e ‘documentata’ scelta del consumatore finale”.
Come riporta la carta stampata, l’obbligo del marchio d’origine non tocca Paesi quali Svizzera, Liechtenstein, Islanda e Norvegia. Esclusi anche Turchia, Romania e Bulgaria.
e.f.
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