250 milioni il costo per l'uscita da Reebok

Adidas migliora l'outlook dopo i recuperi del quarter

Adidas batte le stime nel primo trimestre. Il gruppo tedesco ha registrato un incremento delle vendite del 20%, a quasi 5,3 miliardi di euro (+27% a cambi costanti): un valore oltre le attese degli analisti, che prevedevano 5 miliardi (fonte: FactSet). L’ebit ha totalizzato 704 milioni, dai 48 dell’analogo periodo del 2020 e l’utile è salito a 558 milioni, dai 31 precedenti.

Quanto all’outlook sulle vendite annuali, il gruppo del Trifoglio ora ambisce a una crescita vicina al 20% (dall’intervallo +15%/+19% precedente), che dovrebbe essere alimentata anche dalla forte accelerazione del secondo trimestre, prevista del 50% circa. Tale recupero è legato al lancio di proposte innovative, incluse le sneaker Ultraboost, realizzate per essere riciclate secondo i principi della circular economy e agli eventi sportivi in agenda, tra cui l’Europa League e la Coppa America.

Bisognerà attendere il 2022, invece, per il lancio sul mercato degli orologi adidas Originals, frutto del recente accordo di licenza con Timex Group . 

Il management guidato da Kasper Rorsted prevede inoltre che l’utile annuale dell’attività caratteristica risulti fra 1,25 e 1,45 miliardi, dai 461 milioni del 2020.

Sulla base di queste indicazioni, in tarda mattinata il titolo Adidas passa di mano a 279,80 euro per azione, in aumento di oltre 8 punti percentuali alla Borsa di Francoforte. La sua capitalizzazione ha superato i 56 miliardi di euro.

Nelle stime la società include anche costi legati al disinvestimento di Reebok che dovrebbero impattare per 250 milioni di euro sui profitti operativi. L’incidenza è prevista solo per il 2021 e 2022.

Come riporta Reuters, il colosso tedesco dello sportswear avrebbe chiesto la presentazione delle prime offerte la settimana prossima. Il marchio americano era stato rilevato nel 2005 per 3,8 miliardi di dollari ma la sua valutazione oggi potrebbe essere scesa a circa un miliardo.

Tra i pretendenti in lizza ci sarebbero gruppi cinesi del settore come Anta Sports e Li Ning, la coreana Fila e Wolverine World Wide, azienda del Michigan che controlla marchi come Merrell e Saucony. All'asta dovrebbero partecipare anche società del private equity tra cui Tpg Capital, Sycamore Partners, Cerberus Capital Management e Apollo Global Management

e.f.
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