+5% le vendite nel nuovo esercizio

Mulberry: impennata di utili e ricavi nell’anno fiscale

La britannica Mulberry ha registrato un fatturato di 152,4 milioni di sterline nelle 53 settimane terminate il 2 aprile, in aumento del 32% rispetto all'anno precedente, mentre l'utile ante imposte è salito a 21,3 milioni di sterline, dai precedenti 4,6 milioni di sterline (compreso un profitto una tantum legato alla cessione di leasing).

Nel Regno Unito, il gruppo della pelletteria di lusso ha visto le vendite al dettaglio aumentare del 36% nell'ultimo anno, mentre in Cina le vendite sono cresciute del 59% e in Corea del Sud dell’11%.

Il board ha proposto un dividendo di 3 pence per azioni (il precedente esercizio era stato un anno di dividendi zero).

«Sebbene le prospettive economiche e geopolitiche rimangano incerte - ha commentato il ceo Thierry Andretta - siamo un marchio internazionale iconico, con una strategia chiara, per una crescita futura redditizia e generatrice di cassa. Siamo in una buona posizione per continuare a generare rendimenti sostenibili, a beneficio di tutti i nostri stakeholder».

Nelle prime 12 settimane del nuovo esercizio il fatturato è aumentato del 5% rispetto a un anno prima, mentre i ricavi online sono scesi dell’1%, anche per effetto del nuovo periodo di restrizioni anti Covid in Cina Continentale. Nel bilancio annuale l’e-commerce è sceso del 16% ma è risultato in aumento del 31% rispetto al pre-pandemia.

L’azienda guidata da Andretta ha dimostrato di reagire bene alle attuali condizioni di mercato ma resta soggetta all’incognita inflazione, anche sul mercato domestico. Proprio in questi giorni il British Retail Consortium ha reso noto che in giugno l’inflazione è salita al 3,1% in Regno Unito: un dato che tocca un massimo a 13 anni.

Le performance del settore lusso potrebbero essere compromesse anche da nuovi lockdown in un mercato chiave come la Cina, e dall'aumento vertiginoso dei costi delle materie prime.

Intervenuto alla recente Ceo Roundtable di Fashion, Andretta ha spiegato che uno dei vantaggi di Mulberry, che guida da sette anni e mezzo, è il controllo della distribuzione, arrivato all’80%, come pure delle vendite online, che hanno permesso un aumento dei margini.

Altro plus del marchio è quello di essere un pioniere sul fronte della sostenibilità, a partire dal fatto che il prodotto è destinato a durare nel tempo. Non a caso, già tre anni fa ha iniziato a vendere le sue borse pre-loved e da due anni le commercializza online. Uno degli obiettivi è la carbon neutrality per il 2035, per cui la società quotata a Londra sta cominciato a garantirsi alcuni pellami da fattorie scozzesi. Inoltre, con la borsa Lily Zero, ha da poco lanciato il suo primo prodotto a zero emissioni di anidride carbonica grazie a un pellame di origine danese che è stato lavorato in una conceria tedesca per mezzo di un impianto a energia solare e senza l’uso trattamenti chimici.
e.f.
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