+67% il business online

Gioielli e orologi sostengono il recupero di Richemont

Vendite in accelerazione per il gruppo svizzero Richemont, sostenute da gioielli e orologi e da mercati come le Americhe, l’Asia-Pacifico e il Middle East. Nel primo trimestre terminato in giugno i ricavi si sono attestati a 4,4 miliardi di euro, in aumento del 129% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 22% sull’analogo quarter del 2019.

Tra i business spiccano il +142% dei gioielli (marchi Cartier, Van Cleef & Arpels, Buccellati) e il +143% degli orologi (Baume & Mercier, Piaget Vacheron Constantin, per citare alcuni brand controllati) a cambi costanti.

Le vendite online (Yoox, Net-a-Porter Watchfinder tra le piattaforme in portafoglio) si sono attestate a 809 milioni di euro, in aumento del 67% a cambi costanti, rispetto al primo trimestre fiscale 2020 (+29% nel confronto con l’analogo periodo pre-pandemia).

Senza tenere conto delle valute, la holding che controlla anche marchi della moda come Chloé (nella foto), Alaïa e le new entry belga Delvaux, cresce soprattutto nelle Americhe (+276%) e in Middle East-Africa (+154%), seguiti da Giappone (+138%), Europa (+108%) e Asia-Pacifico (+95%).

Rispetto all’aprile-giugno 2019 gli unici mercati in negativo sono l’Europa (-15%) e il Giappone (-14%). Corrono invece Medio Oriente-Africa (+55%), le Americhe (+47%) e l’Asia-Pacifico (+40%).

Secondo gli analisti di Vontobel, sentiti da Reuters, la gioielleria sarà uno dei maggiori driver della crescita del lusso nei prossimi cinque anni. I brand dominanti sono destinati a guadagnare quote di mercato.

Richemont dovrebbe performare meglio di Swatch Group, dato il suo posizionamento nel segmento jewellery e le indicazioni giunte dal fronte orologi.

Nonostante questa prospettiva, in tarda mattinata le azioni di Richemont registrano un calo del 2% alla Borsa di Zurigo, mentre lo Swiss Market Index segna un +0,22%.

e.f.
stats